Sezze, cinque anni dopo l’ordinanza il fenomeno prostituzione vicino al lago di Mole Muti è davanti agli occhi di tutti

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Correva l’anno 2010, era il mese di febbraio e tranquilli, non si tratta di un racconto di un evento storico ma del semplice riportare alla mente ma di un ragionamento per arrivare ad una situazione in itinere ancora oggi. Febbraio 2010 era la data in cui il sindaco di Sezze, Andrea Campoli, emanò un’ordinanza restrittiva contro il fenomeno della prostituzione. L’ordinanza imponeva testualmente “il divieto a chiunque di esercitare la domanda di prestazioni sessuali a pagamento, condotta anche a bordo di veicoli in circolazione, sulla pubblica strada e in tutte le sue adiacenze che siano soggette a pubblico passaggio e che siano facilmente accessibili dalla pubblica via, onde impedire turbativa alla circolazione stradale mediante fermata o arresto anche temporaneo del veicolo ed onde impedire il verificarsi di situazioni igienico – sanitarie pericolose per la salute pubblica, stante i rifiuti ed i residui organici che quotidianamente vengono reperiti nei luoghi abitualmente frequentati da persone praticanti la prostituzione. Nella stessa ordinanza, a seguito di segnalazioni riguardanti il palesarsi di fenomeni di prostituzione a Sezze Salo, sulla vecchia SR 156 dei Monti Lepini e sulle Migliare venivano riportate tra le motivazioni “tutela del decoro e della decenza, anche per evitare distrazioni dall’attenzione alla guida di chi circola a bordo di veicolo con conseguente grave pericolo per la circolazione. Ad ulteriore motivazione di detto divieto va rilevato che l’abbigliamento indecoroso ed indecente delle persone dedite alla prostituzione sollecita ed induce la domanda di prestazioni sessuali a pagamento ed è quindi da ritenersi concausa ed occasione di comportamenti che interferiscono, per i motivi ampiamente predetti, con l’esigenza di tutela della salute e della incolumità pubblica». Le violazioni sarebbero dovute essere punite con una sanzione amministrativa, per un importo che varia da 25,00 a 500,00 euro. Gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale e a tutti i corpi di Polizia erano tenuti a fare rispettare la presente ordinanza. I condizionali e gli imperfetti di queste due ultime frasi sono d’obbligo perché ad oggi ci piacerebbe davvero sapere quante contravvenzioni sono state effettivamente elevate. Soprattutto ci piacerebbe conoscere quanto è stretta la morsa delle forze dell’ordine negli ultimi mesi in cui, sul tragitto che raccorda il nuovo tratto della nuova 156 e quello vecchio, nei pressi del lago di Mole Muti, sono localizzabili almeno quattro postazioni pressoché fisse di donnine di facili costumi (tanto fisse che compaiono pure in un viaggio virtuale con google street). Donnine che non sono passate inosservate all’opinione pubblica che discute del problema. C’è chi lo ha sollevato ponendolo alle autorità. E c’è chi solleva il problema legato al malcostume di servirsi di tali donnine che altrimenti non avrebbero motivo di sostare sistematicamente lì se non facessero affare. Verrà trovata una soluzione? Forse i nuovi lavori di completamento della nuova tratta potrebbero costituire una speranza.

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Luca Morazzano, giornalista pubblicista, nato a Sezze, vive a Maenza. Intraprende la via del giornalismo qualche tempo dopo la Laurea in Filosofia per tirarsi fuori dal dolce-amaro far nulla della disoccupazione dopo gli studi. Comincia dalla cronaca sportiva di incontri di calcio dilettantistico sui campetti di provincia (che ancora non abbandona); tenta la via dell'insegnamento senza successo qundi scommette tutto sull'informazione. Dopo esperienze varie, diventa corrispondente dai Lepini per il Giornale di Latina.

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