Il Bellone e le bollicine che non ti aspetti

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Il mese scorso, a Firenze, città a me molto cara, in occasione della presentazione della guida dei vini e dei ristoranti de L’Espresso, ho avuto modo di conoscere e gradire alcuni vini di produzione laziale. In particolare, considerando la mia predilezione per le le bollicine, ho potuto apprezzare un Bellone spumantizzato, che ho riconosciuto essere fresco piacevole e di buona beva. E’ dell’azienda Omina Romana di Velletri. Non fosse altro perché già a vinificare il Bellone sono in pochi, se poi addirittura si gioca con la spumantizzazione si intraprende una strada molto poco battuta.


MarosoIl Bellone, conosciuto anche attraverso diversi altri nomi propri (Albanese, Arciprete, Bellobuono, Cacchione Pampanaro, Pacioccone, Zinnavacca solo a voler elencare i più usati anche se non tutti gli studiosi sono d’accordo) è vitigno autoctono laziale, storico, probabilmente citato da Plinio il Vecchio nel suo Naturalis Historiae e definito come uva pantastica. Un’uva diffusa principalmente nel Lazio, provincia di Roma e Latina che sta riscuotendo consenso sia tra i produttori che tra i consumatori. Riprendere e valorizzare vitigni autoctoni significa riconoscere ed apprezzare la storia, significa dare valore ad una memoria da mantenere viva e presente. Il Bellone, se ben trattato in vigna e ben vinificato in cantina può dare ampia soddisfazione: è di pronta beva, ha un buon contenuto zuccherino, rilascia profumi di leggera natura floreale e fruttata che ben possono unirsi ad una cucina di mare non elaborata, a legumi da contorno a carni bianche.

Terra delle GinestrePer averne un’idea potete cercare per esempio il Maroso dell’azienda vitivinicola biologica I Pàmpini di Latina, oppure il Lentisco dell’azienda terra delle Ginestre di Spigno Saturnia; vi suggerisco di berli non freddi per apprezzarne appieno tutte le sfumature, tra i 12 ed i 14 gradi, in un buon calice da vino bianco. Dulcis in fundo, dell’azienda agricola Casa Divina Provvidenza di Nettuno un vino passito a base di Cacchione (Bellone): dategli qualche grado di temperatura in più ed un bicchiere adatto. Magari di bicchieri e calici ne parliamo in un’altra occasione.

 

 

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