Latina, “Check up d’impresa”: l’analisi di Confartigianato

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Sono stati presentati oggi i risultati dell’indagine “Check up d’impresa”, condotta da Confartigianato imprese Latina in collaborazione con le Camere di Commercio. Il convegno, che si è svolto presso l’hotel Europa a Latina, ha visto la presenza del direttore provinciale di Confartigianato Ivan Simeone, del presidente Aldo Mantovani, della coordinatrice del progetto e presidente di Confartigianato Donna Impresa, Marina Gargiulo; del presidente della Camera di Commercio Vincenzo Zottola; del presidente provinciale di Confartigianato Edilizia, Riccardo Ciotti; del professore Bernardino Quattrociocchi della Facoltà di Economia de La Sapienza di Latina; del senatore Mario Mauro.
Lo stato delle aziende pontine, secondo quanto rilevato dall’indagine, non è dei migliori, infatti, i dati illustrati da Ivan Simeone, dicono che la realtà di Latina registra 35.463 microimprese, che hanno fino a dicei addetti aggiornate a settembre 2015, con un saldo negativo di oltre 3 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2014. La situazione non cambia se sotto la lente finiscono le imprese più importanti, come accade nelle aziende che hanno fino a 20 addetti, e in quelle che hanno meno di 50 dipendenti. Arrivano segnali negativi anche dall’artigianato dove nel 2015 si contano 9.233 aziende contro le 9.305 del 2014. I dipendenti impiegati nell’artigianato erano 8.215 nel 2014, sono 7.801 nel 2015.

I nodi da sciogliereCheck-up_Imprese_Relatori_
La panoramica dell’andamento economico delle aziende pontine riguarda anche i problemi legati ai procedimenti civili nei quali si imbattono spesso le imprese pontine, secondo le ricerche effettuate dall’ufficio Studi di Confartigianato è emerso, infatti, che un processo dura in media 1848 giorni (5 anni) tra primo e secondo grado. Marina Gargiulo, nel suo intervento, ha descritto i dati emersi dal Check-up d’Impresa realizzato da Confartigianato Imprese Latina in collaborazione con la Camera di Commercio. L’analisi è stata fatta somministrando un questionario agli imprenditori locali divisi tra Latina città, borghi, Terracina, Aprilia, Cisterna e Formia. Il primo risultato emerso è che l’80% delle imprese lamenta la difficoltà di accesso al credito. Altri problemi evidenziati dal 20% delle aziende sono: la carenza di servizi, la mancanza di punti di riferimento sul territorio e il mediocre supporto per la conciliazione famiglia/lavoro. Una soluzione potrebbe essere fare squadra, ma le aziende a cui è stato sottoposto il questionario nella maggior parte dei casi non sono a conoscenza dell’esistenza delle reti di impresa. A proposito di servizi alle imprese, il 36% degli intervistati vorrebbe più supporto nel settore finanziario, segue un 24% che chiede più assistenza nel settore legale e un 21% che necessita di assistenza fiscale. Sul fronte dell’accesso al credito il 70% degli intervistati ammette la difficoltà ad ottenere finanziamenti. Di questo campione il 64% non possiede garanzie sufficienti, il 21% lamenta tempi troppo lunghi e un rimanente 15% si vede respingere la domanda. Tuttavia dall’analisi è emerso anche che il 59% delle imprese non sa che può ricorrere ai Confidi per ottenere garanzie.

L’appello alla politica “Oggi diamo i numeri, dobbiamo fotografare la realtà locale, capire il problema e poi sta alla politica dare una soluzione – ha dichiarato Ivan Simeone – Ognuno deve fare il proprio lavoro con il proprio ruolo: noi come associazione di categoria dobbiamo portare avanti gli interessi degli artigiani, delle piccole imprese, dei commercianti, e la politica deve dare soluzioni. Noi possiamo supportare la politica ma non sostituirci ad essa”.

Le difficoltà delle imprenditrici donne Marina Gargiulo nella veste anche di presidente di Confartigianato Donna Impresa, ha commentato brevemente i problemi delle donne che fanno impresa: “Le donne imprenditrici e artigiane si lamentano della difficile conciliazione dei tempi del lavoro con quelli della famiglia, perché non ci sono strumenti adeguati che supportino la loro attività”.
La mancanza di liquidità Vincenzo Zottola ha commentato i dati a partire dalla mancanza di liquidità. “Se non aumentano i consumi mancherà sempre la liquidità alle piccole e medie imprese del commercio, del turismo, dell’artigianato, di quello che è il tessuto economico della nostra provincia. In Italia bisogna rivedere anche il concetto secondo cui ogni impresa solo per preparare una pratica ha bisogno di un commercialista, un consulente al lavoro, un supertecnico, un’associazione, e alla fine gran parte dei soldi erogati servono a mantenere le strutture che si occupano di organizzare i fondi europei. Ci vorrebbe una politica regionale e nazionale, soprattutto per l’accesso al credito”.

Il ruolo di Confartigianato

Aldo Mantovani nel suo breve intervento ha ricordato il ruolo di Confartigianato: rappresentare e difendere le aziende artigiane. Ma ha anche affrontato un’altra criticità: “La giustizia è un grosso problema per noi piccole imprese, in questo senso ci sentiamo abbandonati a noi stessi e questo porta ad avere il problema del credito perché spesso non riusciamo ad ottenere quello che ci spetta”

Il costo del lavoro
Riccardo Ciotti invece ha rimarcato le criticità delle imprese edilizie, a partire dal costo del lavoro. “E non c’è un’inversione di tendenza”, evidenzia Ciotti. Altro noto dolente è la burocrazia: “Le scartoffie fanno perdere tempo e denaro alle aziende, soldi che potrebbero essere investiti nella formazione e nella sicurezza dei dipendenti”. Oltre all’accesso al credito, l’edilizia avverte l’incertezza causata dalle amministrazioni. “Non si riesce a capire cosa possano fare le nostre imprese, e in questo clima di incertezza io sfido chiunque a investire nel territorio. Ci vogliono delle certezze, la politica deve dare regole vere”.

La certezza del diritto
Servono decisioni, e proprio di questo ha parlato il professore Bernardino Quattrociocchi: “L’arte del decidere è una merce rara. Peggio di una brutta decisione c’è solo una decisione non presa. Ogni decisione scontenta qualcuno e accontenta qualcun altro”, ha esordito il Direttore Didattico della Facoltà di Economia di Latina. “Si muore di burocrazia, e questo è un sistema di paura che contagia tutti – ha continuato Quattrociocchi – Quello che manca in questo paese è la certezza del diritto. Non è possibile aspettare una sentenza 5 anni”.

Il ruolo dello Stato
L’intervento conclusivo è stato affidato al senatore Mario Mauro, che si è focalizzato in particolare sul ruolo dello Stato: “Le norme che lo Stato deve varare devono essere utili a chi fa impresa. Gli imprenditori devono essere messi in condizioni di correre e non solo di camminare. Ci vuole una politica che conti, che abbia forza, che abbia peso, e quel peso che può mettere deve essere nell’interesse della gente e non solo per affermare il potere. C’è uno stato di prostrazione che porta la gente a non votare – ha dichiarato il senatore – Il tempo che abbiamo a disposizione serve per fare un’operazione politica che crei o elimini le norme in rapporto all’utilità per le piccole e medie imprese”.

I risultati del progetto e il dibattito intrapreso durante il convegno hanno coinvolto il pubblico presente nella sala conferenze dell’hotel Europa, ma anche gli esponenti politici
che hanno raccolto l’invito di Confartigianato come: Enrico Forte, Gioacchino Quattrola, Gianluca Di Cocco, Fabio Tontini, Angelo Tripodi, l’ex europarlamentare Stefano Zappalà e l’ex assessore Marco Picca. Tra gli esponenti del mondo economico, hanno assistito al dibattito il segretario generale della Camera di Commercio Pietro Viscusi; l’esponente di Confcommercio Italo Di Cocco, il direttore di Federlazio, Saverio Motolese; il direttore della Cna, Antonello Testa; il Presidente di Confesercenti, Pino Fiacco; il direttore di Confcommercio, Salvatore Di Cecca.

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