Proteste per i lidi di Latina da smontare. Il caso in Regione

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Stabilimenti chiusi anche di inverno e strutture da smontare. La conferma arriva dalla conferenza dei servizi del 4 dicembre che si è tradotta nell’ennesimo nulla di fatto per gli operatori balneari di Latina, i gestori del Lido Circello, Lido Amarylli, Lido di Altea, Lido dei Laghi, Lido di Enea, Lido Nolivè, Lido di Egea, Lido Nausicaa, Lido del Sandalo, Lido Tropicana (quasi la totalità dei nuovi insediamenti)  che hanno richiesto al Comune di Latina (SUAP e Ufficio Demanio Marittimo) l’autorizzazione al mantenimento delle strutture sull’area demaniale in concessione, per l’esercizio dell’attività durante la stagione autunnale/invernale. La possibilità di restare aperti è prevista dalla nuova legge regionale ma il Comune ha rigettato le diffide degli operatori che in virtù delle possibilità previste avevano chiesto questa possibilità.

Il rimpallo tra gli uffici. L’Ufficio Demanio Marittimo (deputato al rilascio della concessione demaniale marittima) ha valutato l’ammissibilità della domanda, chiedendo al contempo di produrre documentazione integrativa tra cui il nuovo titolo abilitativo edilizio; Sportello Unico Attività produttive (deputato al rilascio del titolo edilizio): ha valutato  l’ammissibilità della domanda, chiedendo al contempo di produrre documentazione integrativa tra cui la modifica del titolo concessorio demaniale. Un rimpallo evidente di responsabilità tra gli uffici ed un unico grande problema: per l’ente essendo l’indice di edificabilità pari a zero sul demanio marittimo le concessioni non possono essere autorizzate.

La battaglia in Regione. Secondo i gestori non è da ritenersi edificio permanente, lo stabilimento balneare che – realizzato in legno o materiale ecocompatibile – deve essere necessariamente rimosso al termine di validità del titolo concessorio. Ad intervenire sulla vicenda il consigliere regionale Enrico Forte:  «L’obiettivo della legge regionale – spiega Forte – era garantire una piena fruizione della costa per tutto l’arco dell’anno secondo regole certe: un modo per consentire un uso pubblico del mare e valorizzare economicamente il litorale anche nella stagione invernale. Ed in tal senso si sono mossi dieci operatori balneari di Latina che hanno fatto domanda al Comune per  proseguire l’attività in autunno e inverno, chiedendo di non smontare le strutture ( che sono in legno e comunque in materiale ecocompatibile). Ma in sede di conferenza dei servizi celebrata lo scorso 4 dicembre  – spiega Forte – gli operatori avrebbero  visto respinte le proprie legittime richieste ed ora potrebbero ricevere una diffida a smontare le strutture con ulteriore aggravio di spese». Forte ha contattato gli uffici della Regione, ricevendo rassicurazioni sulla possibilità, da parte del Comune, di dare seguito alla legge anche in attesa del regolamento regionale che a breve verrà pubblicato”.

Il 9 la richiesta. Intanto gli operatori balneari verranno ricevuti il prossimo 9 dicembre presso l’assessorato delle attività produttive per la disamina della questione. La strada per uscire dalla paralisi potrebbe essere l’emanazione di una circolare o di altro provvedimento interpretativo della legge regionale in questione. “La legge regionale va nella giusta direzione – conclude Forte – e confidiamo che il Comune, in breve tempo, trovi il modo di armonizzarsi con uno strumento che la Regione ha approvato pensando agli enormi benefici che soprattutto per la costa pontina possono arrivare già da ora».

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