Terracina, il clan accumulava un tesoro: sequestri per quasi due milioni

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Un sequestro di beni da quasi due milioni di euro. E’ quello che hanno operato gli uomini della Guardia di Finanza nei confronti di un napoletano, appartenente al clan Licciardi, residente da tempo a Terracina. I provvedimenti, disposti dal Tribunale di Latina ed eseguiti dagli specialisti del Gico (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, giungono al termine di complesse indagini di polizia economico-finanziaria, avviate nel marzo 2015 su delega della Direzione distrettuale antimafia capitolina e sviluppate nei confronti di Eduardo Marano, 56 anni, risultato gravato da numerosi precedenti penali, tra cui l’associazione di tipo mafioso, estorsione e rapina. In linea con le specifiche direttive impartite dalla Procura di Roma, i finanzieri hanno sviluppato complessi accertamenti patrimoniali sul conto di numerose persone fisiche e giuridiche, allo scopo di aggredire i patrimoni illecitamente accumulati. E’ così emerso che Marano era riuscito ad accumulare un significativo patrimonio mobiliare ed immobiliare, del tutto incongruente rispetto alla propria capacità contributiva ed a quella dei familiari conviventi.

Sproporzione che, insieme alla acclarata pericolosità criminale, ha permesso di il sequestro, finalizzato alla confisca, dell’intero patrimonio direttamente o indirettamente riconducibile a Marano, oltre che la misura della sorveglianza speciale. Sotto sequestro sono finite 7 unità immobiliari (fabbricati) tra Napoli e Terracina;  5 tra auto e moto; rapporti bancari , assicurativi e azioni per un valore complessivo di circa 1.700.000 euro.

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