Irrational Man, un film costruito su di un castello di sabbia

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In sala dal 17 dicembre Irrational Man, diretto da Woody Allen con Joaquin Phoenix ed Emma Stone. Nuovo film dell’autore di film come Io e Annie, che ritorna qui a parlare di esistenzialismo citando Dostoevskij.

Con Irrational Man Woody Allen torna ai temi cari già trattati in film come Match Point e Crimini e Misfatti, ma è ben lungi dai risultati in questi raggiunti, e ancora una volta, come già da qualche anno, è accompagnato da una sceneggiatura (scritta da lui stesso) debole e priva di mordente. La narrazione si concentra su Abe Lucas (Joaquin Phoenix), professore di filosofia in piena crisi esistenziale, che rimugina sul passato scordandosi del futuro. Trasferitosi in un nuovo college, conoscerà Jill Pollard (Emma Stone), sua studentessa, con la quale instaurerà una relazione e con l’occasione di compiere una “buona azione” ritroverà uno scopo alla sua vita.

Avvelendosi di due attori straordinari come Joaquin Phoenix ed Emma Stone, Allen si assicura due personaggi ben costruiti nei loro lati più umani, risultando così credibili e in parte apprezzabili, pur rimanendo tuttavia dei cliché viventi (il professore depresso, la studentessa innamorata, e così via). La presenza dei due attori non basta a rendere godibile un film che si regge su un castello di sabbia e che presenta una realtà cinematografia anch’essa ricca di tanti, troppi cliché. E infatti il difetto maggiore è la struttura narrativa, la sceneggiatura, che si fa largo attraverso numerosi temi esistenziali e filosofici, citando anche Dostoevskij da cui trae molta ispirazione, toccandoli ma non approfondendoli, lasciando un fin troppo evidente senso di superficialità. E’ strano che un autore come Allen, famoso per le sue sceneggiature brillanti, si trovi da qualche anno a questa parte a rimuginare su temi interessanti senza però approfondirli come meriterebbero. Escluso l’incantevole Midnight in Paris, le ultime opere dell’autore di Manhattan non sembrano trovare il loro quid risultando spesso noiose e prive di conflitto. Irrational Man non si distingue in questo, essendo un film che si lascia guardare, che ogni tanto strappa un sorriso, ma che non aggiunge nulla alla filmografia del suo regista, e non trova un vero e proprio genere di appartenenza. E proprio questo restare in bilico tra una commedia nera e un giallo lo porta ad essere privo di una forte personalità, alternando i toni in maniera incoerente, risultando spaventosamente piatto, senza nulla da farci scoprire. Il lato tecnico del film, per quanto sia dotato di una calzante colonna sonora e di una fotografia calda, non aggiunge nulla di estasiante al film, che non riesce a coinvolgere lo spettatore e lasciandolo non indifferente, ma infastidito. Questo senso di fastidio è accentuato da una numerosa presenza di situazioni paradossali e da delle voci fuori campo superflue e eccessivamente didascaliche. A conclusione di una sceneggiatura da dimenticare vi è un finale che grida vendetta, che ci spinge a voler obliare quanto appena visto.

Irrational Man vorrebbe essere un film sul senso di colpa e sul caso, ma finisce con il risultare come una banale storia senza né capo né coda. Un nuovo passo falso dunque per Woody Allen, forse troppo concentrato durante la lavorazione di un film a pensare già al successivo. Questo non è certamente il peggior film dell’anno, ma è probabilmente una delle più grandi delusioni. Aspettando il suo prossimo film, che uscirà nel 2016, non possiamo che augurarci un’opera più coinvolgente e soprattutto strutturata su ben più solide basi.

Il film è presente nei cinema di Latina (Oxer, Corso Multisala), Aprilia (Multiplex Village Cinemas), Terracina (Teatro Traiano) e Formia (Del Mare Multisala).

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