Capodanno, per scaldare il cuore non servono i botti

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Per scaldare il cuore non servono i botti. In una società laica che, forse un po’ troppo a gamba tesa, promuove l’abolizione dei presepi di Natale e dei crocifissi nella aule delle scuole, stupisce come in molti Comuni italiani e della nostra provincia si continui a difendere i giochi pirotecnici e botti di Capodanno che sebbene entrati nella nostra cultura restano di fatto pericolosi per gli uomini, gli animali e l’ambiente. Un plauso va al sindaco di Sabaudia Maurizio Lucci che, pur micragnoso nelle motivazioni, in controtendenza ai suoi colleghi pontini ha voluto lanciare un segnale forte: botti vietati fino alla Befana per arginare il pericolo incendi e multe salate ai trasgressori. Il primo cittadino di Aprilia Antonio Terra ha sostanzialmente giustificato il suo mancato intervento per l’impossibilità di far rispettare il divieto a causa di questioni di organico della Polizia Locale, mentre ad oggi nessuna risposta è arrivata dal commissario straordinario del Comune di Terracina, Erminia Ocello, nonostante diverse associazione abbiano fatto specifica richiesta di adottare la stessa ordinanza condivisa da 850 municipalità del Bel Paese rispondendo positivamente all’appello delle associazioni animaliste. Un passo in avanti per amore dei quattro zampe. Ma la strada da percorrere è ancora lunga: in provincia di Latina l’argomento, fatta eccezione delle città menzionate, non è stato neanche affrontato. Ci appelliamo al buonsenso nella speranza che almeno quest’anno non si registrino incidenti in danno della pubblica incolumità.

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