Terracina, quelle luci votive spente a metà. Sciscione svela l’arcano

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L'ingresso del cimitero di Terracina
Gianfranco Sciscione
Gianfranco Sciscione

Luci votive spente ma non del tutto, scatta la polemica. L’ex vice sindaco di Terracina Gianfranco Sciscione ha sollevato la questione cimitero denunciando il fatto che il Comune avrebbe pagato indebitamente per anni l’energia elettrica di metà del camposanto di via Anxur per una disattenzione di un dirigente comunale. Nel 2006 il servizio era stato assegnato ad una società per 15 anni. Ma a fine estate del 2015 il contratto è stato definitivamente rescisso a fronte di inadempienze, al termine di una battaglia legale avviata dall’amministrazione comunale retta da Nicola Procaccini. Nei giorni scorsi la società in questione ha dismesso i contatori. “Giustamente – sottolinea l’ex vice sindaco – ma questa operazione ha consentito di svelare l’arcano. Ovvero che mentre nel cimitero di Borgo Hermada le luci votive erano tutte intestate alla società, in quello del centro storico la metà risultavano tutte a carico del Comune. Il danno erariale di questi anni chi lo paga?”. Il dirigente del Comune che all’epoca non si è attivato per il passaggio dell’utenza alla società? Con gli uffici comunali, prima dello scioglimento anticipato del Consiglio comunale, avevamo quantizzato l’importo non versato nelle casse comunali per 110.000 euro oltre gli incassi che la ditta aveva indebitamente ed ingiustamente preso per il 2015. Li ha restituiti? E se non li ha restituiti il Comune ha attivato atti per il recupero di dette somme? Ora come si deve procedere anche per la messa in mora del contatore che dal 2006 al 2014 era di competenze della ditta appaltatrice invece veniva pagata dal Comune? Il grande allenatore di tutti i tempi Sor Mario avrebbe detto ahimè “.

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