Sabaudia, la maggioranza vacilla: bisogna far posto in giunta a Di Giorgi

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Giovanni Di Giorgi
Giovanni Di Giorgi

Il vento della crisi politica che in queste ore soffia sul Comune di Sabaudia proverrebbe da Latina. O meglio da Supino, provincia di Frosinone, dove qualche tempo fa l’ex sindaco del capoluogo pontino Giovanni Di Giorgi ha assunto l’incarico di assessore mantenendo così la vice presidenza dell’Anci. A Supino è già tempo di campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale e l’elezione diretta del sindaco. E il posto riservato al fratello d’Italia Di Giorgi, vista l’incognita dell’esito delle urne, potrebbe non essere più garantito. Che fare? Il problema deve esserselo posto il partito di Giorgia Meloni che, superata l’estate, si sarebbe guardato attorno per cercare una soluzione individuando coordinate possibili in cui “sistemare” l’ex sindaco di Latina, fortemente penalizzato dalla clamorosa sfiducia per una ricandidatura sul capoluogo. La cortesia di lasciare spazio al fratello sarebbe stata proposta a qualche tecnico approdato nelle giunte amiche.  Anche a quella di Sabaudia. Ma il rifiuto avrebbe spiazzato i fratelli di Latina che a questo punto avrebbero richiamato all’ordine le forze in campo.

La crisi aperta

A Sabaudia Fratelli d’Italia conta quattro consiglieri comunali (Renato Bianchi, Temistocle Belmonte, Piera Polisena e Antonio Zeoli) e un assessore (Marilena Gelardi, con delega alla cultura e al turismo). In termini di maggioranza sono abbastanza. Il Consiglio comunale siedono 10 esponenti che sostengono il governo cittadino e sei dell’opposizione. Ufficialmente i fratelli hanno chiesto al sindaco Maurizio Lucci “più chiarezza e trasparenza” che detta in termini spiccioli significa la pretesa di risposte dal primo cittadino “al ripetuto appello del gruppo consiliare Fratelli d’Italia sulla composizione dei gruppi consiliari e della Giunta”. Quanto basta per tradurre il caso in una questione di “poltrone”. Rumor, prontamente smentiti ieri mattina da un post pubblicato sulla pagina Facebook di FdI di Sabaudia, avrebbero anche individuato il posto in giunta da liberare, quello alle politiche sociali attualmente occupato dall’assessore Carla Merchionne. Se il sindaco accettasse il chiarimento chiesto dai fratelli, gli altri sei consiglieri di maggioranza potrebbero scaricarlo subito con la conseguenza di un ennesimo commissariamento di Comune in provincia di Latina. La sola ipotesi avrebbe già messo in agitazione le alte sfere del Governo. Al contrario se la risposta di Lucci ai fratelli fosse picche, il sindaco resterebbe a galla con un solo voto di differenza, il suo, rispetto all’opposizione.

La soluzione scomoda

Ma in queste ore l’aria si sarebbe fatta ancora più pesante. I sei consiglieri che finora sono stati belli e buoni adesso avrebbero puntato i  piedi in risposta alla crisi aperta dai fratelli armati. Come a dire “caro sindaco, se vuoi che la barca vada… qualcuno deve scendere”. Marilena Gelardi? Una risposta affermativa potrebbe anche risolvere la posizione di Di Giorgi e il suo conseguenziale mantenimento all’Anci. Per ora però non se ne parla poiché l’assessore alla cultura e al turismo del Comune di Sabaudia è da sempre ritenuto intoccabile sia dal sindaco che dai suoi fratelli.

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