Lazio, il Wwf si rinnova e lancia la sfida etica per la gestione delle aree demaniali costiere

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Una veduta del litorale del Circeo

Il Wwf Lazio scende in campo con misure adatte a prevenire gli abusi sulle concessioni balneari. L’azione è di respiro regionale: ambientalisti al lavoro in un’ottica sovracomunale che darà maggior peso alle iniziative di tutela ottimizzandone l’organizzazione.

Il raggio d’azione

La novità arriva nell’ambito di un riassetto dell’associazione nel Lazio: “Si è costituita l’Organizzazione Aggregata Wwf-Litorale Laziale, una nuova associazione in seno al Wwf Italia – spiega una nota stampa -. L’associazione è nata aggregando il Wwf Litorale Pontino e Litorale Romano, a cui si è aggiunto un nuovo gruppo che si interesserà del Litorale Nord del Lazio. La fascia costiera della Regione Lazio con i comuni di Montalto di Castro, Tarquinia, Civitavecchia, Tolfa, Allumiere, Santa Marinella, Cerveteri, Ladispoli, Fiumicino, Roma-X Municipio, Pomezia, Ardea, Anzio, Nettuno, Latina, Sabaudia, San Felice Circeo, Ponza, Ventotene, Terracina, Fondi, Sperlonga, Itri, Gaeta, Formia, Minturno, costituisce il territorio di competenza della nuova associazione”.

Franca Maragoni
Franca Maragoni

Una terracinese alla guida

Presidente della nuova associazione è la terracinese Franca Maragoni che ha già ricoperto ruoli di responsabilità nel Wwf locale e in quello regionale, vicepresidenti sono stati eletti Maria Gabriella Villani, in precedenza presidente del Wwf Litorale Romano, e Valerio Facchinelli, i quali saranno supportati da un consiglio direttivo composto da nove consiglieri.

Il modello Puglia

Le finalità del “nuovo” Wwf del litorale è la tutela della costa e del mare e per questo si è data obiettivi importanti di respiro regionale, lavorando in un’ottica sovracomunale che darà maggior peso alle azioni di tutela che sono state fin qui intraprese ed ottimizzerà l’organizzazione delle diverse iniziative. A questo scopo l’associazione cercherà in ogni modo di sollecitare la Regione Lazio affinché si introduca la “norma etica” per la gestione delle aree demaniali costiere come accade nella Regione Puglia.

Il modello Campania

Per la nuova organizzazione del Wwf si tratta di una misura adatta a prevenire gli abusi sulle concessioni balneari: “Se ogni concessionario – spiegano gli ambientalisti – avrà l’obbligo di esporre i termini della propria concessione, grazie al controllo sociale, non potranno verificarsi interventi illeciti sul territorio demaniale. Altro importante obiettivo sarà quello di promuovere la costituzione di un osservatorio regionale per la difesa della costa e del mare, come si sta realizzando in Campania, dove sono chiamati a collaborare diverse istituzioni scientifiche, come Università e CNR, insieme ad enti di tutela attiva come le Capitanerie di Porto”. Il Wwf del litorale, infatti, ritiene strategico stabilire contatti con le diverse Capitanerie di Porto per azioni di tutela specifiche. Tra le iniziative avrà spazio anche l’organizzazione di un evento di navigazione a tappe – senza motore – lungo le coste del Lazio da Montalto a Minturno, con il fine di monitorare la costa e il mare e per promuovere l’uso di mezzi di trasporto ecosostenibili.

Il modello Toscana

Tra le priorità degli ambientalisti del Wwf c’è quella di sollecitare la Regione Lazio per l’emanazione di una legge atta a costituire la figura di guardia ambientale regionale, così come avviene in diverse altre regioni italiane tra cui la confinante Toscana. Infine si promuoverà la realizzazione di una pista ciclabile lungo la costa laziale, ma continuando a tenere desta l’attenzione sull’efficienza del servizio di trasporto pubblico lungo la fascia costiera della regione.

 

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