Aprilia, una commissione poco trasparente: la denuncia di Carmen Porcelli

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Un atto che incentiverebbe la realizzazione di centri commerciali facendoli passare per luoghi di interesse pubblico, esposti in una commissione convocata senza tenere conto delle tempistiche presenti nel regolamento. L’esponente della lista Primavera Apriliana Carmen Porcelli spara a zero su forme e contenuti della commissione urbanistica convocata per ieri pomeriggio. Una commissione riguardante temi di fondamentale importanza per la città, ma la maggioranza avrebbe fornito in grave ritardo tutta la documentazione. “La commissione urbanistica, svoltasi ieri pomeriggio- dice il consigliere di centrosinistra- ha messo in evidenza per l’ennesima volta l’improvvisazione e la approssimazione della maggioranza la quale, rispetto a questioni importanti che riguardano la crescita di Aprilia, vuol decidere da sé e in barba alla trasparenza.  Una convocazione a stretto giro, con atti consegnati a meno di 48 ore dalla seduta, produce il solo effetto di far arrivare i commissari impreparati rispetto a temi importanti, come l’individuazione dei criteri di riconoscimento del pubblico interesse; mi chiedo a quale urgenza deve rispondere l’amministrazione. Questi temi  meriterebbero maggiori approfondimenti,   vengono invece liquidati come atti dovuti che la legge impone in virtù di decreti che “sbloccano” lo sviluppo. Oggi siamo al paradosso che un centro commerciale è un luogo di interesse pubblico perché crea opportunità di lavoro, aggiungerei per pochi eletti e con prospettive a medio termine, certamente non rosee vista la sofferenza in cui versano altre attività similari sul territorio. E allora tutte le attività commerciali del centro storico che rischiano di chiudere perché il cuore della città non pulsa più? Queste non sono invece occasioni di lavoro perdute per piccoli commercianti e imprenditori di Aprilia che in questa città hanno creduto ed investito? L’interesse di pochi, invece, prevale sempre sull’interesse dei tanti e non solo non si ha il coraggio di osare e cambiare pagina – tanto che viene da chiedersi tutto qui? – ma non cambia neanche la metodologia di gestione: il consiglio comunale, insomma, diventa luogo di ratifica di vicende che si risolvono altrove”. La riunione di ieri serviva anche per discutere trasformazione di spazi pubblici in virtù di maggiori concessioni residenziali. “Arrivano in commissione nuove strade per incrementi residenziali, trasformazioni di spazi comuni – quelli di servizio alle residenze – così concepiti nello spirito delle case operaie, trasformati in spazi di cui non si sa bene la destinazione, riconoscimento dell’interesse pubblico ai centri commerciali. Non ultima la questione del regolamento degli scarichi: molto deludente l’ultima versione, a ragion del fatto che l’impegno assicurato nel consiglio comunale dell’11 dicembre, era quello di aprire una concertazione con le associazioni di categoria e i consorzi per arrivare ad una sintesi che garantisse i cittadini e li facilitasse nella adeguamento alla normativa vigente. Purtroppo la mentalità di chi ci amministra, si piccassero pure, non è poi molto diversa da chi è venuto prima: del resto quando l’attuale sindaco fu interpellato dai giornalisti dopo la famosa seduta del 19 marzo 2007, quando in un solo consiglio comunale passarono diciotto varianti con l’assenza di tutta l’opposizione, Antonio Terra consigliere comunale dell’opposizione dichiarò al Pontino di ‘non essere contrario sul merito ma nel metodo’. Il sindaco è una persona coerente: ieri come oggi dimostra di non essere contrario nel merito, tanto è che dopo essersi astenuto nel 2007 ha inaugurato Esselunga, dunque non è contrario alla nascita di altri centri commerciali e vanno bene anche se non porteranno alcun tipo di vantaggio alla comunità in termini di servizi; soprattutto ci dimostra che vanno bene invece quei metodi poco trasparenti, gli stessi che contestava agli alleati della prima ora (lui sì che sostenne Santangelo alle elezioni comunali del 2005) e che oggi utilizza con molta audacia. Sicuro la sua era una opposizione che non urlava, tanto è che alzava i tacchi lasciando che la maggioranza approvasse indisturbata i suoi atti. Oggi vorrebbe lo stesso, purtroppo non a tutti confà questo genere di opposizione. C’è una parte, larga parte della città, che è stanca di essere presa in giro e che vorrebbe vivere in una città a misura di uomo. Non vorrei che dietro a questo permesso convenzionato, che dovrebbe costituire una corsia veloce per coloro che vogliono investire, consentendo di evitare la formazioni di strumenti urbanistici che renderebbero più lunghi gli iter, si nascondano progetti che mirano a sacrificare altre aree pubbliche destinate a servizi. Pur non volendo vedere fantasmi, ritengo riduttiva l’indicazione pervenuta in commissione a tenere conto solo delle zone finora interessate da cambi di destinazione d’uso da artigianale o industriale a commerciale: le delibere di riferimento sono quelle che hanno previsto tali cambi sulla Pontina, i cinque comparti ricadenti tra la ex Claudia e Ghira, quella che ha fissato il recupero di altri siti degradati individuati nella stazione ferroviaria, zona Montarelli e Area Caffarelli. Pur senza voler vedere spettri ovunque, la mancanza di chiarezza e di trasparenza lascia presagire il peggio”.

 

 

 

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