Sezze, operazione “Interessi zero”: tre arresti per usura ed estorsione

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Sgominata a Sezze una gang dedita all’usura, estorsione e attività illecita di intermediazione finanziaria: eseguite all’alba di oggi tre ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Latina Laura Matilde Campoli al termine delle risultanze delle investigazioni svolte dai carabinieri a partire dallo scorso ottobre. L’operazione “Interessi zero”, effettuata dai militari del Nucleo operativo della Compagnia di Latina, ha consentito inoltre di sequestrare un patrimonio bancario di 1.200.000 euro. In carcere è finito Pietro Morosillo, il “benefattore” detto “Puppo”, 70enne di Sezze con precedenti, mentre Giuseppe Liburdi detto “Uppino”, 47 anni anche lui setino e pregiudicato, ritenuto in questa inchiesta il braccio armato per il recupero crediti, e la “contabile” del gruppo Sestina Iannarelli, moglie 61enne di Morosillo, sono agli arresti domiciliari.

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Il capitano Marco D’Angelo, comandante del Norm dei carabinieri; in alto un momento della conferenza stampa con il maggiore Simone Puglisi, comandante della compagnia di Latina

L’avvio dell’inchiesta

Gli accertamenti svolti dagli uomini del Norm, guidati dal capitano Marco D’Angelo, sono scattati a seguito della denuncia, sporta presso la stazione dei carabinieri di Sezze, da un operaio del posto che per l’acquisto dei mobili di una cameretta di 2.400 euro, somma ottenuta in prestito da Morosillo, si era ritrovato con un debito di 26mila euro nel giro di 42 mesi. Quanto basta per avviare le indagini ed ottenere così un rapido riscontro dell’attendibilità del denunciante attraverso investigazioni bancarie. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Luigia Spinelli, continuerà così con l’attività tecnica delle intercettazioni che consentiranno agli inquirenti di registrare minacce via via crescenti nei confronti dell’operaio e di altre cinque persone, di cui due di Latina, cascate nella rete dell’usura con tassi di interessi mensili del 20% sulla quota capitale.

Le minacce

“Ti spacco la faccia”, “ti spacco la testa”, “ti mando quelli di via Epitaffio o i campani” e ancora, “ti brucio la casa e ti uccido”, “ti do in pasto ai maiali”. Ebbene, sarebbe stato proprio il tenore delle minacce, ritenute un serio pericolo per le vittime della gang, a far richiedere nel mese di dicembre scorso le misure cautelari.

Il sequestro e le perquisizioni

Ai provvedimenti emessi dal Gip ed eseguiti questa mattina con l’impiego di 30 militari dell’Ama della Compagnia di Latina e Terracina, del Reparto territoriale di Aprilia e del Nucleo cinofilo di Santa Maria Galeria è scattato il sequestro disposto dal Pm di un milione e 200mila euro depositati presso i conti correnti dei tre indagati e di loro parenti. Al contempo sono state eseguite ben otto perquisizioni nelle abitazioni delle persone arrestate e di alcuni familiari. Rinvenute delle agende il cui contenuto è al vaglio degli inquirenti, mentre proseguono le indagini per valutare il rapporto instaurato tra i componenti della cricca e un’altra ventina di persone per le quali si potrebbe ipotizzare la condizione di vittime di usura ed estorsione.

Il ruolo di Puppo

Le indagini finora svolte hanno consentito di inquadrare “Puppo” come il “benefattore” della porta accanto, colui che prometteva di risolvere le momentanee difficoltà delle famiglie del posto. Colui al quale ci si rivolgeva per ottenere poche migliaia di euro in prestito e risolvere le incombenze domestiche. Un “benefattore” che al contrario si rivelava presto l’autore di piani diabolici di rientro, con tassi mensili del 20% sul capitale. Il contatto avveniva tramite telefono, su utenze intestate a diversi prestanome. Poi l’appuntamento in un bar di Sezze Scalo dove “Puppo” – secondo quanto accertato dagli inquirenti – forniva il denaro, anche attraverso assegni di terze persone. Da qui l’accusa di attività illecita di intermediazione finanziaria. Le indagini hanno consentito di riscontrare che il giro organizzato da Morosillo arrivava ben oltre Sezze. L’attività di presta soldi a strozzo si sarebbe concretizzata anche a Latina e nei comuni del circondario setino. Tra le vittime predilette persone “normali”, operai, impiegati. Allo stato delle indagini non risulterebbero imprenditori caduti nella rete della cricca setina.

La mansioni di Iannarelli

Diverso il ruolo assegnato a Sestina Iannarelli, moglie di Morosillo. L’attività investigativa la colloca al centro della “contabilità” della cricca. A lei il compito di contattare i soggetti destinatari dei prestiti per sollecitare il pagamento degli interessi nonché sostituirsi, in caso di necessità, al marito per ricevere la consegna del denaro prestato.

Il compito di Uppino

In base al contenuto delle intercettazioni effettuate, il quadro che emerge a carico di Giuseppe Liburdi si incentra sull’attività estorsiva del gruppo: Uppino è il sollecitatore, colui che ha il compito di porre in essere le estorsioni, sia con minacce telefoniche sia con “visite” a sorpresa presso le abitazioni delle vittime a scopo intimidatorio.

La vittima costretta a cedere la propria abitazione

Dall’inchiesta del sostituto procuratore Spinelli emerge il caso inquietante di un dipendente pubblico di Sezze che, affogato dai debiti, si è visto costretto a cedere a Morosillo, con alcuni atti formali, il proprio appartamento dove poi, paradossalmente, è rimasto ad abitare pagando l’affitto a Puppo.

Al vaglio altri venti prestiti

Nel corso delle indagini, i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Latina, diretta dal maggiore Simone Puglisi che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa sui dettagli dell’operazione “Interessi Zero”, sono venute a galla un’altra ventina di situazioni che restano oggetto di inchiesta. La cricca avrebbe esercitato con le stesse modalità estorsive altri prestiti a strozzo nei confronti di persone residenti nel capoluogo pontino e in altri comuni della provincia. Queste, probabilmente ancora più intimorite delle altre sei vittime per le quali risultano indagati i tre setini, ascoltate dagli inquirenti avrebbero negato tutto e dipinto Morosillo come un amico che li aveva aiutati nel momento del bisogno. Una versione che non reggerebbe al confronto con il contenuto delle intercettazioni.

 

 

 

 

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