Renzi a Ventotene, Di Tommaso: a Terracina il porto d’Europa

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Una veduta del porto di Terracina
Matteo Renzi
Matteo Renzi

Renzi sabato al carcere di Santo Stefano: Di Tommaso a Terracina coglie la palla al balzo per parlare di portualità perché “vuol dire parlare d’Europa”. Il giovane candidato sindaco annuncia che il 30 gennaio andrà a Ventotene non solo perché Matteo Renzi, Dario Franceschini e Nicola Zingaretti metteranno in campo una proposta operativa di restauro del carcere, ma perché da essa “possono scaturire grandi opportunità anche e soprattutto per Terracina”.

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Alessandro Di Tommaso


A Terracina uno scalo naturale per i collegamenti con Ventotene

“Il rilancio del progetto europeista, concepito da Altiero Spinelli – spiega l’aspirante sindaco Di Tommaso -, avrà bisogno di un porto, una finestra sul Tirreno, per potersi incarnare e prendere corpo. A Terracina convergono in modo diretto ed indiretto importanti arterie stradali ed autostradali, basti pensare allo svincolo di Frosinone e alla superstrada Frosinone-Mare, la via Appia e la Pontina, e il suo porto potrà rappresentare lo scalo naturale di aliscafi e motonavi veloci per raggiungere Ventotene. Terracina  ‘Porto d’Europa’, potrà diventare il terminal naturale su cui potranno imbarcarsi tutte quelle comitive di studenti e turisti che vorranno recarsi sull’isola”.

Un nuovo progetto di portualità per superare gli ostacoli

Di Tommaso non nasconde i limiti oggettivi di movimentazione e sosta del porto attuale di Terracina: “Oltre i punti di sbarco – afferma -, in forte crisi sono anche le attività di pesca, che soffrono da anni la mancanza di adeguati spazi funzionali allo svolgimento delle attività connesse. Pensare ad un nuovo progetto di portualità, commercializzazione e valorizzazione, significa investire sulle infrastrutture, parcheggi e aree accoglienza. Servizi alle persone e alla attività di pesca”.

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Il porto canale di Terracina

Necessaria una riprogrammazione dell’attività di pesca

Da un’analisi del settore pesca di Terracina, il candidato sindaco di “Terracina 2026” e Partito Democratico afferma che si registra un decremento nel volume del pescato ed una significativa riduzione del reddito degli addetti. “Tali fenomeni ci impongono un ripensamento in termini di programmazione – dichiara a tal proposito – e coordinamento nella gestione della risorsa pesca e delle attività connesse, oggi, non sfruttate che possono determinare prima di tutto un abbattimento dei costi e aumentare l’ offerta”.

Il pescaturismo e l’ittiturismo, le nuove frontiere

Nel progetto di Di Tommaso ci sono:  la diffusione di servizi sportivi e per il tempo libero direttamente collegati all’area costiera ed alle isole pontine, un nuovo tipo di sviluppo economico sostenibile, incentivando anche lo sviluppo di attività complementari ed integrative alla pesca; una nuova forma di diversificazione dell’attività di pesca come il pescaturismo, attività che offre ai pescatori un ottimo aiuto per integrare il reddito ed allo stesso tempo diversificare l’attività riducendo lo sforzo di pesca. “Il pescaturismo – precisa – può dare un valore aggiunto all’intero territorio in termini di creazione di nuove professionalità e opportunità, soprattutto per i giovani di entrare nel mondo del lavoro. Il pescaturismo si integra, inoltre, con l’ittiturismo ossia attività di ospitalità, ristorazione, servizi ricreativi e culturali, finalizzati alla migliore fruizione degli ecosistemi acquatici e delle risorse della pesca. Per realizzare tutto questo non sarà necessario realizzare un nuovo porto, ma riqualificare l’esistente conferendo vocazioni nuove diverse agli specchi d’acqua, all’area del molo, agli spazi, alle aree di servizio, ed ai parcheggi in parte già esistenti nel porto gregoriano”.

Il problema della barra sabbiosa,  questione dei manutenzione continua

La riqualificazione del porto di Terracina impone, secondo Di Tommaso, che la rimozione della barra sabbiosa, che minaccia il transito ed il traffico dei natanti siano essi traghetti o pescherecci, non sia più rimandata o essere effettuata una tantum: “Deve ridiventare strumento di manutenzione continua ed ordinaria consentendo attraverso il recupero dal sedimento autoctono di esercitare progetti di ripascimento morbido della costa”.

Gettare via i vecchi fardelli per tenersi pronti al nuovo…

Il carcere di Santo Stefano
Il carcere di Santo Stefano

Di Tommaso conclude il suo intervento citando il il Manifesto di Ventotene: “’Oggi è il momento in cui bisogna saper gettare via vecchi fardelli divenuti ingombranti, tenersi pronti al nuovo che sopraggiunge così diverso da tutto quello che si era immaginato, scartare gli inetti fra i vecchi e suscitare nuove energie tra i giovani. Oggi si cercano e si incontrano, cominciando a tessere la trama del futuro, coloro che hanno scorto i motivi dell’attuale crisi della civiltà europea, e che perciò raccolgono l’eredità di tutti i movimenti di elevazione dell’umanità, naufragati per incomprensione del fine da raggiungere o dei mezzi come raggiungerlo. La via da percorrere non è facile né sicura, ma deve essere percorsa e lo sarà.’ Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni”.

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