Droga filippina e refurtiva, il “giro” contabilizzato in un’agenda. Proseguono le indagini tra Cisterna e Aprilia

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Vincenzo Ingrosso
Vincenzo Ingrosso

Non cessa l’attività investigativa messa in campo dai carabinieri del Reparto territoriale di Aprilia, diretto dal tenente colonnello Vincenzo Ingrosso, dopo gli arresti nella flagranza di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo metanfetamina, il pericolosissimo shaboo, avvenuti l’altro ieri a Cisterna di Latina.

L’agenda

Dopo aver assicurato alla giustizia il 59enne filippino Aguinaldo Sorezo e la 30enne J.C.L., sua connazionale e convivente, l’obiettivo è quello di risalire alla rete dello spaccio messa in piedi dalla coppia. Utile in tal senso è l’agenda rinvenuta all’interno dell’abitazione dei due filippini, sita a Cisterna in località Cerciabella, e posta sotto sequestro. Una sorta di registro contabile in cui sono stati annotati nomi e cifre. Affiancare un volto a ogni singolo nominativo utilizzato nel registro presuppone uno sforzo investigativo a cui gli uomini di Ingrosso non intendono sottrarsi. Lo shaboo è una droga sintetica micidiale, dagli effetti devastanti per la salute degli assuntori. Proviene dai paesi asiatici ma in Italia si sta diffondendo rapidamente anche tra i giovanissimi e per questo l’Arma intende stroncare sul nascere il traffico e lo spaccio.

L’approvvigionamento

I carabinieri di Aprilia non escludono che in zona possa nascondersi una centrale di approvvigionamento dello shaboo e per questo sono in corso particolari attività investigative. L’ipotesi è quella che il 59enne arrestato con tredici grammi e mezzo di metanfetaminain tasca possa essersi rifornito nelle vicinanze.

La refurtiva

Entrambi gli arrestati sono anche accusati di ricettazione poiché all’interno dell’abitazione i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato orologi e monili di valore, ritenuti provento di furto. E’ in corso in queste ore il confronto tra i gioielli recuperati e quelli rubati negli ultimi tempi: diversi i cittadini derubati che si sono recati in caserma nella speranza di ritrovare il maltolto. I carabinieri rinnovano l’appello alle vittime dei furti, che hanno sporto regolare denuncia, a rivolgersi all’Arma. Appello che si estende oltre la provincia di Latina poiché, come ipotizzato, è possibile che ogni singolo pezzo sia stato barattato dai clienti della coppia arrestata, perlopiù domestici filippini, per l’acquisto di shaboo.

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