Pontinia, Mochi candidato sindaco per una città nuova e al passo con i tempi

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Giuseppe Mochi

Giuseppe Mochi, ci riprova. Già sindaco di Pontinia dal 2003 al 2005 – consiliatura sciolta in anticipo dopo una tormentata stagione politica-amministrativa caratterizzata dalla dichiarazione di dissesto finanziario dell’ente municipale -, è di nuovo candidato sindaco con una formazione civica.

Decenni senza programmazione

Da poco compiuti 51 anni, il cardiologo di Pontinia ha sempre nel cuore la sua città penalizzata, a suo dire, da una lunga gestione, affidata a “un ristretto gruppo di persone, anche se attorno a questo, di elezione in elezione, si sono avvicendati altri consiglieri comunali”, che sostanzialmente ha pensato solo “all’ordinario”, lasciando “insoluti numerosi problemi” e mostrandosi incapace “a proiettare la città nel futuro”.

Le elezioni, l’occasione per recuperare il tempo perso

“Le prossime elezioni – afferma Mochi – devono rappresentare quel salto di livello sia in termini di contenuti sia in termini di classe dirigente che dovrà essere in grado di rispettare il contratto che si stipula con i cittadini con un programma snello e credibile votato alla risoluzione dei problemi a breve e lungo termine.  Si deve recuperare il tempo perso, andando a colmare quelle lacune lasciate dagli attuali amministratori che nonostante il ventennio di governo della città sono ancora irrisolte”.

I contenziosi

Il candidato sindaco fa un lungo elenco di cose che non vanno a partire dalla mancata soluzione dei contenziosi: “Abbiamo in itinere – afferma – contenziosi giuridici pluri decennali che stanno sfiancando l’amministrazione e ad oggi ancora non si vede la volontà di trovare una giusta ed equa soluzione. I medesimi finora sono costati alla collettività migliaia di euro senza che alla città sia arrivato nessun beneficio”.

Senza acqua e internet

Mochi lamenta il fatto che in alcune zone periferiche del comune  ancora non si ha una linea di connessione ad internet quando, oggi, “tale sistema di comunicazione rappresenta il motore dello sviluppo, della crescita e della gestione della vita quotidiana di singoli, aziende e famiglie”. “In alcune zone di campagna – aggiunge – manca ancora la normale rete idrica di acqua potabile, costringendo quelle famiglie ad utilizzare o acqua prelevata da pozzi o approvigionando la medesima da altre parti”.

Gravi carenze nelle scuole

“Abbiamo scuole – attacca Mochi – ancora non a norma e che talvolta denotano gravi carenze da un punto di vista delle attrezzature (sedie, banchi, tende ecc.) per non parlare dei mancati sussidi ai portatori di handicap. E’ evidente che in questi lunghi anni di amministrazione Tombolillo è mancata una programmazione su questo settore. Sottolineando, quanto invece sia importante la scuola per la formazione dei nostri giovani. “Scuole belle” spot elettorali e poi il nulla. Oggi è importante un forte investimento sulla scuola, mettere a disposizione delle scuole singole o associate in rete, risorse certe per accompagnare le politiche formative di istituto e di territorio. E’ ora di pensare ad almeno un biennio di scuola superiore rivedendo in toto l’edilizia scolastica del territorio. Le risorse devono essere mirate a coinvolgere un numero ampio di docenti ed aperte al territorio nei seguenti temi strategici: le competenze digitali e per l’innovazione didattica e metodologica; le competenze linguistiche; -l’alternanza scuola-lavoro e l’imprenditorialità; l’inclusione , la disabilità”.

Rifiuti, la pecca degli ingombranti

Mochi ne ha anche sui rifiuti: “Ad oggi, ancora non è stata realizzata l’isola ecologica, piattaforma che serve a migliorare e ad incrementare la gestione della differenziata dando la possibilità ai cittadini di poter disporre di uno spazio per il conferimento di rifiuti ingombranti e di tanto altro materiale che in altri comuni si ricicla. Allo stesso tempo, potrebbe essere un deterrente per evitare che i medesimi rifiuti possano essere abbandonati per strada. Allo stesso tempo, dobbiamo sottolineare il ritardo nella raccolta differenziata che ha il nostro paese rispetto a comuni vicini”.

Serve una nuova classe dirigente

La ricetta di Mochi è quella di “nuova classe dirigente amministrativa che dovrà puntare ad una gestione più attenta ed oculata, tralasciando le tante superficialità e i contenziosi che ne sono scaturiti, la sfida futura dovrà basarsi su quale modello di città e di sviluppo deve darsi il nostro territorio”.

Turismo, industria e agricoltura: le cose che non vanno

“La nostra cittadina – afferma il candidato sindaco – non è considerata una località turistica nonostante la vicinanza con il mare e anche su questo ci sarebbe da discutere. Abbiamo una grande zona industriale sostanzialmente sottosviluppata. Decine di ettari strappati all’agricoltura negli anni ‘70, dotati di infrastrutture importanti ma con pochissimi siti industriali in attività. Zona, fra l’altro, diventata grazie all’incuria, una discarica a cielo aperto che sicuramente non è vista come accogliente per chi vuole fare impresa. Rimane l’agricoltura nonostante la grave crisi del settore. Tale settore produttivo, continua ad essere ancora trainante per l’economia locale in stratta sinergia con il resto della provincia.

Le cose da fare

“Dobbiamo capire se Pontinia possa rafforzare la sua agricoltura con strumenti Europei – spiega Mochi – tesi ad esempio a migliorare gli scambi commerciali dei nostri prodotti e alla valorizzazione degli stessi. Si deve partire dalle eccellenze del nostro territorio legate ad esempio alla filiera lattiero-casearia e alla produzione orto-frutticola. Puntare sul Made in Italy locale, significa rafforzare le nostre tante piccole medie-aziende continuando a garantire numerosi posti di lavoro. L’amministrazione comunale deve svolgere la funzione di collegamento facendo della valorizzazione uno dei suoi cavalli di battaglia. Inserire il nostro territorio in ambito regionale a nazionale attraverso gli strumenti che può mettere in campo. Mostre, fiere, manifestazioni enogastronomiche che servono per attrarre persone esterne e legare questo filone alla identità storica e culturale della città. Non si capisce perché Sabaudia, nostra città sorella, è riuscita a diventare oggetto di studio dell’architettura razionalista e Pontinia, non viene presa neanche in considerazione nonostante siamo confinanti. Su questo punto c’è tanto lavoro da fare. Dobbiamo puntare, a salvaguardare quel patrimonio storico che ancora abbiamo a disposizione e non a cancellarlo come la famosa variante messa in atto dall’attuale amministrazione che punta ad abbattere le famose baracche ex dormitori dei pionieri della bonifica. Salvaguardare almeno una casa colonica dell’epoca doveva essere un impegno perché sarebbe stata una testimonianza unica per le giovani generazioni. Anche di questo non se ne è fatto nulla. Legare con un percorso storico-culturale quelle strutture di fondazione già esistenti e quelle citate da recuperare può determinare un qualcosa di unico nella nostra zona, che se ben organizzata e inserita in particolari circuiti turistici, con la vicinanza di Roma, a ridosso di altre località turistiche, confinando con il Parco Nazionale del Circeo potrebbe suscitare interesse da parte di numerosi utenti. Queste, potrebbero essere delle sfide, per far conoscere la nostra città lavorando in stretta sinergia con le associazioni presenti che hanno già dimostrato interesse per questo ambito”.

La sfida per la città del futuro

Mochi lancia la sua sfida confidando da quello che la città ha in questo momento: “La nostra capacità dovrà essere quella di valorizzare il nostro patrimonio e di legarlo indissolubilmente con a quello che di meglio producono le nostre aziende. L’altro sforzo, dovrà essere quello, di pensare che Pontinia non è solo il centro storico, ma è un comune che possiede nuclei abitativi importanti anche in campagna. Rafforzare quindi il rapporto amministrativo anche con la periferia con una serie di iniziative che rendano quei cittadini parte integrante del nostro processo di rilancio della città. Altra necessità sarà quella di rivedere il piano regolatore con i piani attuativi che hanno generato confusione e una città caotica,  sia dal punto di vista commerciale  che sul piano della viabilità”.

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