Aprilia, videosorveglianza a caro prezzo. La Pegna: “Il caso alla Corte dei Conti”

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“Con i soldi spesi dall’amministrazione sarebbe stato possibile videosorvegliare tutto il centro e le periferie. Oggi invece emerge l’esigenza di incrementare un sistema di videosorveglianza che è costato già troppo a questa città, per l’acquisto di telecamere obsolete, datate, di vecchia tecnologia”. Parole, quelle pronunciate dal consigliere comunale di Aprilia Valore Comune Vincenzo La Pegna che lasciano trasparire insoddisfazione per l’esito della commissione trasparenza di questa mattina, alimentando nell’esponente di centrodestra la convinzione che l’amministrazione abbia speso troppo e male i soldi pubblici per l’acquisto di 95 dispositivi collocati senza rispondere ad una seria progettualità iniziale. Il consigliere sulla vicenda promette di andare a fondo, portando il caso all’attenzione della Corte dei conti dopo la nuova seduta della commissione trasparenza.

Videosorveglianza troppo cara. Nel mirino dell’esponente di centrodestra i costi eccessivi impiegati dall’ente per l’installazione di 95 telecamere, che coprono solo parte del territorio di Aprilia. “Impianti vecchi- commenta La Pegna- che sono costati in media ben oltre 3mila euro l’uno.  La videosorveglianza è fondamentale per prevenire i crimini e supportare le forze dell’ordine nelle indagini, ma quella cifra sarebbe bastata per coprire l’intero territorio mentre ad oggi sono molte le periferie e gli accessi della città ancora scoperti. Oltre ai soldi già spesi, alla luce dell’esigenza manifestata oggi di collocare altre dispositivi, si prevede una nuova spesa per le casse dell’ente”.

Assenza di un progetto Un’altra obiezione sollevata dall’esponente di centrodestra è l’assenza di un progetto definitivo sulla videosorveglianza. “Manca la pianificazione- commenta La Pegna- e non c’è traccia dei capitolati e di certificazioni sulle singole istallazioni, indispensabili per gli apparati in uso ad un ente pubblico. Non c’è traccia neanche di una collaborazione con l’ufficio tecnologico. Tutti elementi che evidenziano la superficialità di questa amministrazione, che su un tema così importante naviga a vista”.

Documenti fiscali sballati L’ente di piazza Roma infine dovrà fornire la documentazione fiscale per l’acquisto delle telecamere. Alcune delle fatture emesse infatti non sarebbero rispondenti a quanto previsto dalla legge. “La Vision Power- commenta La Pegna- ha trasmesso fatture indicando importo e tipologia di prodotto ma senza specificare le quantità. Va inoltre rilevato un errore grossolano commesso dall’esecutivo, che ha dato incarichi diretti spacchettando gli importi, raggiungendo così somme tali da consentire l’affidamento diretto del servizio senza alcuna gara. Tutti aspetti su cui, la commissione prima e la Corte dei Conti poi dovrà andare a fondo”.

L’amministrazione Un pensiero, quello di La Pegna, che si discosta da quanto affermato dall’amministrazione durante la commissione. “Nel corso della sua relazione- si legge nella nota stampa trasmessa dal comune- il comandante Massimo Marini ha evidenziato come del finanziamento complessivo di euro 237 mila nell’ambito del finanziamento regionale per il progetto “Sentirci al Sicuro” del 2012, per l’acquisto di apparati di videosorveglianza sono stati spesi complessivamente 44 mila euro, utilizzati per mettere in esercizio le telecamere presso gli edifici scolastici di Via Inghilterra (Toscanini), Via Respighi (Matteotti) e Via Selciatella (scuola elementare omonima). Il progetto prevedeva l’acquisizione di strumenti in dotazione alla Polizia Locale, nonché attività didattiche presso tutte le scuole di Aprilia (quanto poi concretizzato con le manifestazioni note grazie al logo di James Fox). La Polizia Locale ha provveduto con gli stessi fondi all’acquisto di tre etilometri, un tele laser, nonché del materiale per la videosorveglianza dei tre istituti scolastici sopra citati, “all’epoca – come specificato dal comandante Marini – oggetto di numerosi atti vandalici, furti e danneggiamenti”. Si precisa, inoltre, che in fase di rendicontazione, è emerso un residuo di circa 23 mila euro. Ulteriori 36 mila euro circa sono stati impegnati per l’attivazione dell’impianto di videosorveglianza al parcheggio intercomunale di Campoleone, come ricordato dallo stesso comandante Marini, “teatro di numerosi episodi di criminalità e vandalismo”, così come evidenziato anche dal Reparto Territoriale dei Carabinieri, che a più riprese aveva rappresentato al Sindaco la necessità di monitorare aree particolarmente sensibili come i parcheggi delle stazioni ferroviarie, nonché la zona di Via Inghilterra con particolare riferimento agli edifici della Sarda Leasing”.

 

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