Crisi a Sabaudia, Fdi rompe timidamente gli indugi

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Luca Pacini

Crisi a Sabaudia, dietro il silenzio la voglia di parlare. Forse. Le cose non dette vale la pena spenderle per il bene della città. A distanza di quattro giorni  dalle dimissioni, revocabili, del sindaco Maurizio Lucci, Fratelli d’Italia rompe timidamente gli indugi per bocca del coordinatore locale Luca Pacini.

Pacini, ci sono novità sulla crisi in corso?

“Suppongo che il sindaco incontrerà i gruppi di maggioranza, visto che si è dimesso su un argomento tecnico senza che nessuno gli dicesse nulla”.

Il suo partito si è mostrato contrario alla delibera sulla Cuc, dopo l’altolà di gennaio…

“Fratelli d’Italia non ha mai chiesto nulla, se non la condivisione e la chiarezza degli atti in particolar modo quelli sottoposti a Consiglio comunale, al fine di esaminare le carte per il bene comune. E’ un diritto essere a conoscenza di ciò che si deve votare di ogni consigliere comunale, niente più niente meno”.

Dalla sera del Consiglio in cui Lucci ha rassegnato le dimissioni vi siete più parlati?

“Vedremo lui cosa vuol fare. Noi lo ascolteremo sicuramente. L’importante è mettere Sabaudia davanti a tutto. Perché come potete vedere a noi le poltrone non interessano. E su questo siamo stufi di false strumentalizzazioni messe in aria da chissà chi”.

Quindi siete disponibili a fare pace? A quali condizioni?

Non ho detto fare pace: non abbiamo litigato con nessuno. Ma se il sindaco chiede di incontrare i gruppi politici di maggioranza benvenga un ascolto, visto che deve spiegare e non solo a noi le sue dimissioni, verificatosi in Consiglio su un argomento tecnico, dove il gruppo Fdi ha fatto delle considerazioni tecniche come anche tanti altri gruppi consiliari. Le nostre condizioni sono il bene di Sabaudia e di tutti i cittadini”.

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