Fondi, sindaco irritato con la Rai. “Quella fiction offende la nostra città”

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Se a Ponza vivono ancora la magia della fiction grazie a “Un’altra vita” che la scorsa estate ha portato centinaia di turisti in più, a Fondi scoprono al contrario che la Rai addirittura rema contro. Il caso l’ha sollevato personalmente il sindaco, Salvatore De Meo, che ha firmato di suo pugno una lettera durissima inviata questa mattina ai vertici della Rai a seguito della messa in onda in prima serata, sul primo canale, della fiction in due puntate “Io non mi arrendo”.

Il primo cittadino, in pratica, se l’è presa per quello che ritiene lesivo dell’immagine della città l’utilizzo di Fondi, città citata in più occasioni in maniera diretta e contestualizzata quale territorio privilegiato per l’esercizio di traffici illeciti da parte di esponenti della criminalità organizzata. Rammarico e irritazione, dice De Meo, comune anche numerosi concittadini oltre che di tantissimi che amano soggiornare a Fondi. “Immagine – sostiene il sindaco –  che risulta essere altamente penalizzante per gli abitanti di Fondi, le attività produttive, la ricettività turistica e il territorio nella sua complessità, anche alla luce del considerevole numero di telespettatori che hanno assistito alla messa in onda”.

Nella nota De Meo sottolinea come «la visione di una fiction televisiva basata sulla “finzione del vero” con precisi riferimenti alla realtà dei nostri giorni e a nomi di persone, città e contesti territoriali, suscita inevitabilmente un’implicita verosimiglianza che lo spettatore medio, che costituisce il target più ampio delle produzioni televisive, non riesce a discernere dalla realtà fattuale».

Lo sconcerto nasce da una serie di riflessioni: «Non si comprende perché nell’ambito del racconto non vi sia stata alcuna trasfigurazione toponomastica riguardo a Fondi, così come è stato fatto con altri contesti territoriali che a differenza della città che amministro sono invece direttamente riconducibili agli eventi criminosi che costituiscono il soggetto della fiction e hanno rappresentato l’ambito di attività di personaggi ben identificati nelle carte processuali. Non si comprende inoltre quali siano state le necessarie ragioni della precisa identificazione tra la città di Fondi quale sede di attività dedite allo smaltimento illegale di rifiuti tossici e un immaginario “Banco Agricolo di Fondi” che avrebbe consentito il riciclaggio di denaro delle ecomafie e di usurai organizzati. Non si comprende infine quali siano stati i riferimenti a fatti accertati direttamente riconducibili a tali attività illecite, tali da costituire lo spunto per l’elaborazione della sceneggiatura. Da ultimo, stupisce come non si sia pensato al rilevante danno d’immagine che una rappresentazione così veridica di nomi e fatti non riconducibili in alcun modo a Fondi potesse comportare per la città, per i suoi abitanti e la sua economia».

Riflessioni che, tiene a precisare il sindaco, «sono valide non solo per Fondi ma per qualsiasi altra realtà italiana e si esternano anche affinché in futuro tali errori non abbiano a ripetersi, compromettendo ulteriormente l’immagine della città».

Pur reputando molto positivamente l’impegno della RAI nel divulgare per il tramite di una fiction TV messaggi positivi quali il contrasto alle ecomafie, nonché l’attività costante, la sensibilità morale e l’impegno professionale di uomini dello Stato e Forze dell’Ordine nella lotta alla criminalità organizzata, allertando le coscienze e sensibilizzando in particolare le giovani generazioni, De Meo ha chiesto alla RAI un sollecito riscontro «in merito, del quale rivendichiamo l’urgenza e la necessità trattandosi di attività di Servizio Pubblico».

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