Sport a Terracina, quelle facce di bronzo. La ricetta di Cetrone

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Gina Cetrone

Tutela dell’impiantistica e pratica sportiva come diritto del cittadino: ecco la ricetta di Gina Cetrone, candidata sindaco di Terracina con la lista “SìCambia”. Altro che stati generali dello sport, sembra voler dire l’ex consigliere regionale. L’uscita di Cetrone è coincidente con l’evento organizzato per oggi dal concorrente candidato sindaco Nicola Procaccini, già primo cittadino. Senza fare un riferimento esplicito, Cetrone attacca: “C’è uno studio della fisiognomica che indica come alcuni soggetti hanno una spiccata e inconfondibile caratteristica ‘faccia di bronzo’. Una peculiarità antropologica che in certi individui è talmente evidente da essere studiata proprio in ambito scientifico di alto livello. Per individuare queste faccette basta, nel nostro ambito, sfogliare le pagine di un qualsiasi giornale negli spazi dedicati alla politica locale (voce ex amministratori) o affacciarsi allo schermo della tv di Stato indigena, per comprendere e bene di chi parliamo. Sono dei veri ex in tutto, e anche scordarelli dei disastri procurati alla collettività, tanto da avviare indefessamente discussioni empiriche anche sullo stato dell’arte dello sport e degli impianti sportivi della città, ridotti allo stato brado. Vedere la foto dello stadio Colavolpe per credere alla realtà dei fatti e non a quello che riferiscono le ‘facce di bronzo’. Naturalmente con tutto il rispetto dell’umana pietas”. E dopo lo sfogo, il candidato sindaco di “SìCambia” fa la sua proposta.

La proposta di Cetrone

 “Favorire le pratiche sportive e la corretta manutenzione dell’impiantistica esistente, conservandola fruibile al 100%”, è l’ottavo punto – spiega Cetrone – del programma che si presenta all’elettorato di Terracina.  Per quanto riguarda le politiche da attuare rispetto alla gestione, manutenzione e sviluppo dell’impiantistica sportiva, non si può di certo avere come punto di riferimento quanto fatto nel corso degli ultimi anni. Lo stadio principale della città – il ‘Mario Colavolpe’ ad esempio – assegnato senza vere garanzie a una società sportiva è stato ridotto, per il fallimento della stessa, in uno stato che definire pietoso è un eufemismo, con danni economici rilevanti per le esangui casse comunali. Pertanto, tutta l’impiantista sportiva deve ritornare sotto il coordinamento reale del Comune di Terracina, che provvederà ad organizzare anche una possibile gestione congiunta con privati, con ferrei presupposti di tutela del bene pubblico affidato. In ogni modo una seria ricognizione tecnica va fatta per conoscere il reale stato dell’arte delle strutture deputate alle attività sportive presenti sul territorio, con la loro eventuale messa a norma e ristrutturazione, adeguandole tutte alle normative vigenti in materia. Un indirizzo amministrativo comunque deve essere chiaro da subito: prima di pensare alla progettazione e costruzione di nuove strutture sportive o all’accensione di mutui milionari, quelle esistenti devono essere poste nella condizione di funzionare al meglio delle loro possibilità, e con il minor impegno economico possibile per il Comune. All’interno di questo quadro c’è da riprendere il cammino educativo allo sport per le nuove generazioni di terracinesi, Il Comune si farà parte diligente entrando in contatto con gli istituti scolastici e di conseguenza con i genitori degli studenti, promuovendo eventi in grado anche di costituire elementi di crescita turistica della città. Per questa progettualità  di carattere sociale, il Comune aiuterà doppiamente le associazioni sportive, supportando direttamente parte dei costi per la realizzazione delle iniziative che riterrà più interessanti. Il Comune di Terracina deve guardare alla pratica sportiva anche e soprattutto come un diritto della cittadinanza e uno strumento di socializzazione e inclusione, ma anche opportunità per migliorare la qualità della vita e il benessere psicofisico, oltre che occasione formativa. Ampliando  l’offerta per la pratica sportiva in maniera diffusa e libera, attrezzando le aree verdi e i parchi della città con percorsi e attrezzature ginniche. Infine, buona cosa sarà mantenere costante il confronto e il dialogo con tutte le società sportive, con incontri periodici capaci di comprendere sopravvenute nuove esigenze o difficoltà”.

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