“Sperlonga e Fondi, la prassi della violenza”. L’associazione Caponnetto scrive al Prefetto

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La scritta contro Di Fazio

Un quadro inquietante, sul quale sarebbe opportuno discutere in una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza  pubblica. A poche ore dai messaggi intimidatori contro Benito Di Fazio, consigliere comunale di opposizione a Sperlonga, l’Associazione nazionale contro le mafie “Caponnetto” scrive al Prefetto di Latina, Pierluigi Faloni, per chiedere la convocazione del tavolo di sicurezza.  “Il quadro che appare sempre più evidente e che riguarda l territorio che comprende i comuni di Fondi e di Sperlonga, é dei più inquietanti. Ciò, per la presenza di una serie di soggetti ,fra i quali alcuni probabilmente collegati con la criminalità soprattutto campana, oltre che per il clima di illegalità messo in evidenza da recenti e vecchie inchieste giudiziarie . I recenti messaggi di chiaro stampo mafioso di cui é stato fatto bersaglio il consigliere Benito Di Fazio,uno dei dirigenti di questa Associazione,fanno seguito ad altri atti di violenza dei quali sono rimasti vittime altri dirigenti dello stesso sodalizio”.

Il segretario dell’Associazione, Elvio Di Cesare, cita i casi dell’attentato incendiario ai danni, alcuni anni fa, di un altro consigliere comunale, di Fondi, Bruno Fiore, segretario organizzativo dell’Associazione Caponnetto ed al tentativo di assalto tentato nei confronti dello stesso Di Cesare , sempre a Fondi, mentre interveniva sul palco in una pubblica manifestazione antimafia alla presenza di parlamentari ed altri esponenti politici nazionali e non. “Una prassi, ormai – sostiene Di Fazio – che ha messo da parte il confronto civile e la dialettica per privilegiare l’uso dell’aggressione e della violenza. Ed é appunto questo che ci preoccupa in maniera particolare perché potrebbe rappresentare il preludio ad atti di vera e propria violenza ai danni dei rappresentanti dell’Associazione Caponnetto e non solo. Dopo il grave fatto avvenuto a Sperlonga ai danni del Consigliere Di Fazio , ci si domanda se non sia quanto meno opportuna una riunione del Comitato Provinciale per la Sicurezza e l’ordine pubblico della provincia di Latina che prenda in esame l’intera situazione esistente su quel territorio ed adotti i provvedimenti necessari”.

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