Pd, a Latina la volta buona con lo spettro del masochismo. Il partito definisce liste e obiettivi

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Mutuando l’hashtag che ha reso celebre Renzi, #lavoltabuona per il Pd di Latina potrebbe essere proprio quella di giugno. Lo dicono a bassa voce nel partito che correrà con Enrico Forte alle elezioni di giugno, usano quelle formule al condizionale quasi scaramantiche nella città ancorata al passato di destra pur di fronte a un quadro elettorale che di incoraggiante e competitivo sembra avere ancora ben poco.

Gli altri. Perché il centrodestra sembra allo stato attuale un moderno Cerbero, il mostro della mitologia greca a guardia degli inferi, rappresentato secondo la tradizione, con tre o più teste. Da una parte gli ex alleati divisi, Forza Italia con l’incognita Calvi e Tiero e Calandrini pronti a sfidarsi alle primarie del 13 marzo, dall’altra gli ex politici della vasta area di centrodestra in disgregazione reinventatisi con nuovi simboli o progetti civici, i vari Chiarato, Tripodi, Sovrani. Attorno i satelliti, Savastano, Pescuma, Calvani, Lemma, D’Annibale mentre sul fronte 5 Stelle Latina è ancora nel limbo in attesa di autorizzazione per l’utilizzo del simbolo. Sta scaldando i motori la civica che appare più strutturata e preparata, Latina Bene Comune che oggi presenterà il programma e che sta svolgendo un grande lavoro coinvolgendo a vari livelli l’opinione pubblica. Ma il quadro resta profondamente frammentato e ancora in evoluzione, un quadro dove proprio il Pd sembra essere una spanna più avanti su tempi e strategie ma con l’eterno dilemma della maledizione che l’affligge dagli albori del suo percorso in questa città: il masochismo.

Il masochismo all’angolo. Ne parlava ieri Omar Sarubbo in risposta ad una domanda sulla litigiosità del partito nella conferenza stampa indetta da Andrea Giansanti per illustrare i prossimi passaggi del partito: “Non esiste nessun fuoco amico perché i tempi della sinistra masochista a cui siamo stati abituati non ci sono più, siamo in campo per vincere e lo faremo proprio se non metteremo più in atto quelle pratiche che vanno archiviate iniziando una nuova fase”. In una parola, l’autosabotaggio deve finire: le polemiche gonfiate da una dialettica cruda e fin troppo sincera, i veleni tra le correnti, gli individualismi accesi, gli sgambetti tra compagni,  insomma tutta questa zavorra va archiviata o quantomeno messa in stand by fino a data da destinarsi perché l’obiettivo è vincere. E parlare alla città di programmi, di idee, di una nuova fase vergine che non parli il linguaggio del passato.

consiglieri

La lista del Pd. Intanto il partito sta definendo la lista del Pd (in tutto dovrebbero essere quattro quelle a sostegno di Forte, due del sindaco, quella del Pd e quella dell’area moderata), quei 32 nomi che – dice il segretario Giansanti – sarà un mix tra quelli che hanno già avuto esperienza in consiglio e nomi nuovi, figure che possono rappresentare il mondo dell’imprenditoria, dell’associazionismo, del lavoro e delle professioni in maniera trasversale”. Accanto ai volti noti dei consiglieri uscenti, Fabrizio Porcari, Alessandro Cozzolino, Omar Sarubbo, Marco Fioravante, Nicoletta Zuliani, Enzo De Amicis, Fabrizio Mattioli, ci sono alcune new entry. Ci sarà Roberto Cerocchi (afferente all’area dei renziani della prima ora) figlio del presidente della Fondazione Campus internazionale della Musica Riccardo Cerocchi un profilo nuovo per il Pd proveniente da una famiglia nota e radicata nella città. Torna anche Alessandra Caputi, ex dirigente del Comune e consigliere provinciale del Pd nell’ultimo spezzone della passata consiliatura mentre un altro ingresso inedito (al voto ma non per l’appartenenza politica) è quello di Manuel Guarnacci, segretario di Maurizio Mansutti nelle elezioni 2007 e gravitante nella sua area. Ci sono anche alcuni ritorni come quello di Nazzareno Ranaldi candidato sia nel 2011 che la volta precedente con i Ds e Rita Alibrandi, già componente dell’assemblea comunale mentre della vecchia segreteria comunale compare Cinzia Romano e Paola Serangeli e della segreteria provinciale come Marco Cepollaro. Ci sarà anche l’ex consigliere provinciale Mauro Visari. Dovrebbe entrare anche Valentina Pappacena. Altri due nomi che quasi sicuramente si potrebbero aggiungere sono quelli di due medici che verrebbero abbinati (con la possibilità da quest’anno della doppia preferenza uomo-donna) a quelli di Massimiliano Carnevale e Enzo De Amicis, le dottoresse Emilia Siano e Annamaria D’Achille. E un altro nome che potrebbe entrare è quello di Francesca Maroso, componente dell’ex segreteria di Gioacchino Quattrola. Come capolista si sta parlando in questi giorni del possibile ingresso di un medico di Latina ma è ancora presto per parlare di un quadro completo.

Guerini e il sito. Intanto ieri segretario e presidente comunale, Giansanti e Ingellis, hanno illustrato le iniziative. Si parte l’1 aprile con una assemblea aperta a Latina in cui il partito incontrerà il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini. Altra iniziativa sarà quella del partito aperto, dalle 19 alle 20 e 30 in sede si potrà dialogare e partecipare attivamente alla vita del Pd locale e “fare in modo che questa sede rappresenti non solo il centro delle attività del partito ma luogo di contatto e di confronto”. “Viaggeremo su tre direttrici da seguire sul percorso delle elezioni – ha detto Giansanti – in linea con il lavoro svolto dai consiglieri, la trasparenza, lo sviluppo sostenibile e il sostegno alla fasce più deboli, azioni ed obiettivi che emergeranno dal programma e diventeranno la molla dell’azione del governo della città”. Attivo da oggi anche il nuovo sito interne all’indirizzo www.pdlatina.it. “Le elezioni devono essere il mezzo e non il fine per mettersi a disposizione della città e del buon governo. Abbiamo una responsabilità forte perché registriamo una grande aspettativa”. L’aspettativa della volta buona, masochismi a parte.

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