Room, il cielo in una stanza di Lenny Abrahamson

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In sala dal 3 marzo nei cinema di Latina (Oxer) e Formia (Del Mare Multisala), Room di Lenny Abrahamson è la straordinaria storia di Jack (Jacob Tremblay), un vivace bambino di 5 anni che viene accudito dalla sua amorevole Ma’ (Brie Larson). Come ogni buona madre, Ma’ fa di tutto affinché Jack sia felice ed al sicuro, ricoprendolo d’amore e calore, passando il tempo a giocare e raccontare storie. La loro vita però, è tutt’altro che normale. Sono infatti confinati in uno spazio senza finestre di tre metri per tre, che Ma’ eufemisticamente chiama “Stanza”. All’interno di questo ambiente Ma’ crea un intero universo per Jack, e fa qualsiasi cosa per garantire al figlioletto una vita normale ed appagante anche in un luogo così infido.

Quattro nomination all’Oscar per il film di Lenny Abrahamson che compie con quest’opera un deciso salto di qualità, e adattando il romanzo “Stanza, letto, armadio, specchio” di Emma Donoghue, qui anche ottima sceneggiatrice, porta sul grande schermo un dramma psicologico intenso e viscerale, dal forte coinvolgimento emotivo e dalle ricche sfumature thriller che contribuiranno a generare nello spettatore un senso di suspense, disagio e tensione. Il film si articola in una prima metà ambientata esclusivamente tra le strette e anguste mura della stanza che tiene prigionieri i due protagonisti, e che risulta essere anche la parte di film migliore e più interessante, dove lo spettatore è costretto ad un rapporto molto più intimo con i personaggi, imparando a conoscerne qualità e debolezze. Qui la macchina da presa del regista si muove con eleganza, facendoci percepire uno spazio reale e credibile, in grado di generare claustrofobia ma anche di trasmettere un senso di magia. Quando il film si sposta verso altri ambienti, lo spettatore si sente disorientato, abbagliato dal mondo esterno, esattamente come accade ai due protagonisti, che a quel punto pur essendo liberi dovranno imparare a reinserirsi in una società, a recuperare la propria identità, a lasciarsi alle spalle un’infanzia e un’adolescenza segnate per sempre, e a combattere contro i mostri generatisi nelle loro menti che faticano a voler andare via. Il punto di vista principale è quasi spesso quello del piccolo Jack, innocente e spensierato, che dovrà imparare a rapportarsi con un mondo molto più grande di quello che credeva, a cui da corpo e anima Jacob Tremblay, bambino di nove anni dall’incredibile energia e talento recitativo, in grado di far emozionare lo spettatore che lo segue nella sua scoperta di quanto di meraviglioso c’è al di fuori delle mura della stanza in cui è nato e cresciuto. Nel ruolo di Ma’ troviamo Brie Larson, premiata per questo ruolo con il premio Oscar alla miglior attrice, che conferisce una verità e un’emotività disarmanti al suo personaggio, facendoci percepire tutta la fatica provata nel dover sopportare la situazione che vive e allo stesso tempo di costruire un mondo magico e sicuro per il figlio. Una grande prova d’attore per due talenti che fanno sfoggio qui della loro grande alchimia e aderenza ai personaggi. Il loro rapporto viene raccontato in modo mai scontato, mettendo in gioco sentimenti puri e profondi, in grado di evolversi e rinnovarsi scena dopo scena, emozionando lo spettatore che saprà abbandonarsi ad un’opera così vera e generosa.

L’intensa colonna sonora accompagna con eleganza alcune delle scene più belle firmate dalla cristallina fotografia di Danny Cohen, scene che rimarranno impresse per la loro grande carica emotiva e poetica. Room è un piccolo grande film indipendente che dimostra grande originalità e coraggio, senza mai cadere nel surreale e portando avanti una storia tanto triste quanto ricca di speranza, a dimostrazione che anche da qualcosa di immensamente negativo può sbocciare qualcosa di buono.

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