A Terracina un affiliato della camorra, sette arresti. Stroncato traffico internazionale di droga

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Con sette ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Roma, la Direzione distrettuale antimafia e la Guardia di Finanza hanno inferto un duro colpo ad un sodalizio legato al clan camorristico Di Lauro attivo anche nel territorio pontino.

Criminali in azione tra Terracina e Fondi

Il gruppo criminale operava come vero e proprio supermarket della cocaina, rifornendo, costantemente, più spacciatori operanti nella capitale, a Napoli (piazza di Scampia) nonché nell’agro pontino, tra Terracina e Fondi, grazie anche all’intermediazione svolta da Umberto Leonardi di stanza a Terracina, fratello del collaboratore di giustizia Antonio detto Chiappellone. In occasione dell’arresto i finanzieri della tenenza terracinese e le unità cinofile di Formia hanno anche eseguito due perquisizioni domiciliari.

Gli arrestati

Le ordinanze sono anche a carico di Mario Avolio, 50enne di Napoli, Leonardo Leonardi, 22enne di Napoli, Nicola, Melpignano 55 anni di Roma, Thomas Pizzolante, 53enne nativo di Thun (Svizzera), Memis Frankhauser, nato a Pazarcik (Turchia) 44 anni fa e appunto Umberto Leonardi, 50enne nativo di Napoli.

Quella vacanza in Grecia

Le investigazioni che hanno portato agli arresti di oggi con l’operazione denominata “Gran Turkese”, sono state condotte dagli specialisti del Gico del Nucleo di Polizia Tributaria della capitale e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ed hanno tratto spunto da un sequestro di un ingente quantitativo di eroina, oltre 43 chili, operato dalla polizia turca nell’agosto del 2012, al confine con la Grecia. Lo stupefacente era abilmente occultato nell’autovettura di un cittadino italiano, il romano Emiliano Bellini. Quest’ultimo aveva simulato un viaggio di piacere con la famiglia ma, in realtà, faceva da “corriere” ed aveva il compito di far giungere il “prezioso” carico nella Capitale, che – una volta immesso sulla piazza dello spaccio – avrebbe fruttato oltre 2 milioni di euro. Traendo spunto dagli elementi informativi acquisiti in ambito internazionale, gli specialisti dell’antidroga del Gico sono riusciti ad individuare i reali destinatari dell’eroina: tutti soggetti appartenenti ad un agguerrito clan di camorra di Secondigliano, attivo prevalentemente nella capitale e nel basso Lazio.

Il traffico internazionale

Gli inquirenti hanno accertato come il gruppo criminale, capeggiato da Avolio, e Leonardo e Umberto Leonardi,  congiunti del noto Antonio Leonardi alias “Chiappellone”, già affiliato al clan camorristico Di Lauro ed, in seguito, esponente di spicco degli Scissionisti, assicurato alla giustizia nel Natale del 2012 ed oggi collaboratore di giustizia, avesse quale obiettivo quello di importare ingenti quantitativi di stupefacente, sia eroina che cocaina, sfruttando differenti rotte quali la Turchia, la Spagna, l’Olanda ed il Venezuela: in tale contesto, plurimi gli episodi di narcotraffico monitorati durante le indagini. Al fine di avere sempre maggiore sostanza stupefacente a disposizione, i criminali avevano stretto solide alleanze anche con narcotrafficanti turchi, ecuadoregni ed olandesi. Gli indagati, per la commissione delle loro illecite attività, disponevano di ingenti quantitativi di denaro contante nonché di numerose autovetture, munite di doppiofondo, che venivano appositamente “preparate” da carrozzieri della provincia di Lecce per poi essere utilizzate per il trasporto dello stupefacente.

I numeri dell’operazione Gran Turkese

Sulla scorta delle prove raccolte gli uomini del Comando provinciale della Finanza di Roma e del Nucleo di polizia Tributaria di Roma, con l’impiego di oltre 100 militari, hanno dato esecuzione alle ordinanze di arresto, effettuando 20 perquisizioni, a Roma e provincia, Napoli e provincia, Lecce e provincia ed in provincia di Latina, nei confronti di ulteriori soggetti, a vario titolo coinvolti nelle illecite attività di narcotraffico. Con l’operazione odierna, il Tribunale di Roma, la Dda di Roma e la Guardia di Finanza di Roma, oltre ad assicurare alla giustizia soggetti legati alla criminalità organizzata, hanno recuperato un ampio spazio di legalità, stroncando un pericoloso traffico di sostanze stupefacenti sull’asse Roma-Napoli.

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