Sabaudia, Dal Cin malato da amianto: finanziere vittima del dovere, in attesa di un riconoscimento. L’appello al generale Capolupo

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Saverio Capolupo
Antonio Dal Cin
Antonio Dal Cin

In una lettera indirizzata a Saverio Capolupo, Comandante generale della Guardia di Finanza, Antonio Dal Cin, finanziere di Sabaudia in congedo per grave malattia contratta durante il servizio, racconta della sua battaglia contro l’amianto e del peggioramento della sua salute, chiedendo che gli venga finalmente riconosciuto lo stato di vittima del dovere, così come richiesto ormai quasi tre anni fa. “Ritengo che sia necessario un Suo autorevole intervento – scrive -, che possa restituire efficienza e puntualità all’applicazione del sistema indennitario e risarcitorio di tutti i danni sofferti da chi le scrive e da tutti gli altri appartenenti al Corpo che sono stati esposti a polveri e fibre di amianto per motivi professionali”.

Riportiamo di seguito l’accorato appello rivolto al generale Capolupo

Preg.  Gen. C. d’ A. Saverio Capolupo,
chi le scrive coglie l’occasione per esprimerLe ancora una volta il senso della mia più viva gratitudine per l’attenzione che ha dedicato e dedica alla problematica amianto, perché Ella unisce alle doti di comando, la sensibilità ispirata evidentemente dalla fede cristiana di tutelare la vita ed è per questo che dal Suo insediamento Lei ha affrontato e per ampi versi risolto il problema amianto nell’ambito della Guardia di Finanza.
La rimozione dei materiali contenenti amianto evita ogni futura esposizione ed ingestione delle sue polveri e fibre, capaci di determinare l’insorgenza di gravissime patologie, fibrotiche e cancerogene, che nella maggior parte dei casi sono mortali.
La lesione alla salute è proporzionale all’entità dell’esposizione, per intensità e durata, e tuttavia non esiste una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla, e in ogni caso ogni ulteriore esposizione in ambito lavorativo si somma a quelle precedenti, anche alle eventuali extralavorative.
Il senso di stima e di gratitudine nei confronti Suoi e dei Comandi del Corpo, è condiviso dall’intera Associazione Osservatorio Nazionale sull’Amianto ONA ONLUS, e dall’ONA ‘Esposti e vittime amianto dei militari appartenenti alla Guardia di Finanza’, di cui lo scrivente è coordinatore e che si permette esternare ancora una volta.
Lo scrivente ha tuttavia necessità di doverLa informare del fatto che nonostante le sue precarie condizioni di salute, e il carico familiare (moglie purtroppo anche lei gravemente malata, due figli minorenni, e una figlia maggiorenne), con congedo per gravi ragioni di salute, cui è seguito un peggioramento dello stato generale negli ultimi tempi, e il riconoscimento dell’asbestosi pleurica, con accentuazione diffusa della trama e altre importanti patologie, ad oggi è ancora in attesa di ricevere la definizione della domanda di riconoscimento di Vittima del Dovere, che è stata depositata in data 10.07.2013 e soprattutto la Commissione Speciale Vittime del Terrorismo e della Criminalità Organizzata ha assegnato un punteggio di invalidità pari al 5%, che è palesemente smentito dal punteggio assegnato in sede di riforma, ovvero con la 4^ Categoria Tabella A, corrispondente ad un’invalidità tabella INAIL del 70%, solo per le patologie ivi descritte, e non per tutte le patologie contratte nei vari uffici dal 1992 al 2014.
Entrambi i provvedimenti si allegano alla presente, affinché la S.V. ne possa assumere diretta contezza e possa assumere ogni determinazione che ritenesse di dover adottare, nell’interesse della giustizia, della legalità e anche della stessa immagine del Corpo della Guardia di Finanza.
A suo tempo il Ministero dell’interno aveva attribuito il carattere di urgenza all’esame delle diverse istanze, con solleciti alla CMO di Roma Cecchignola, ed espressa richiesta di formulare un’unica percentuale di invalidità per tutte le patologie contratte nei vari uffici dal 1992 al 2014.
Il Consiglio di Stato – Sezione Terza, nell’adunanza del 4 maggio 2010, numero affare 01693/2010, ha sancito l’applicabilità delle norme di cui all’articolo 1, comma 564, della legge 23 dicembre 2005 n. 266, nei casi di insorgenza di patologie asbesto correlate, le cui vittime sono equiparate alle “vittime del dovere”.
Questi sono i motivi per i quali ritengo che sia necessario un Suo autorevole intervento, che possa restituire efficienza e puntualità all’applicazione del sistema indennitario e risarcitorio di tutti i danni sofferti da chi le scrive e da tutti gli altri appartenenti al Corpo che sono stati esposti a polveri e fibre di amianto per motivi professionali, oltre che evidentemente nel proseguire l’ammirevole e infaticabile impegno mostrato nella tutela della salute, oltre che nelle finalità proprie di contrasto alla evasione fiscale, al crimine organizzato e per la difesa dei nostri valori democratici su cui si fonda il nostro vivere civile.

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