Latina, lo Snals sul caso di piazza Dante: “Non è questa la scuola pontina”

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“Vedere la scuola pontina sbattuta in prima pagina per un così grave fatto che vede maestre della materna di piazza Dante maltrattare e punire i piccoli alunni è un colpo al cuore per chi questo lavoro lo ama e lo rispetta da sempre – afferma Canio Miele segretario provinciale dello Snals (Sindacato nazionale dei lavoratori della scuola) – da questa vicenda senz’altro la scuola ne esce sconfitta, ma è importante sottolineare che si tratta di episodi circoscritti che fortunatamente non rappresentano la scuola pontina, nella quale ci sono insegnanti preparati e rispettosi delle regole che sono alla base del ruolo che rivestono”.

L’analisi sul territorio per evitare nuovi casi

“Fermo restando la gravità del fatto in oggetto, per il quale ci auguriamo possa essere fatta al più presto la massima chiarezza ed individuate le responsabilità – prosegue Miele – è evidente, anche alla luce della reazione di cattivo gusto, tra l’altro, che è stata impressa sui muri di cinta di quella che per i pontini è la scuola simbolo della storia didattica del nostro territorio, che servono controlli a tappeto nei plessi della provincia per arginare il rischio di nuovi episodi e tutelare i bambini e le loro famiglie. La scuola non può essere abbandonata a se stessa ma va alimentata con attenzione alle esigenze del momento, che oggi evidenziano la necessità di seguire da vicino le varie dinamiche di malesseri e disagi nel corpo docente che potrebbero sfociare in fatti gravi e conseguenze drammatiche. Per questo è importante che i genitori prestino attenzione ai primi segnali di difficoltà e disagio espressi dai bambini ma anche dagli stessi insegnanti per poter fronteggiare tempestivamente insieme alle istituzioni competenti i problemi e i singoli casi”.

Denunciare subito

“Trascinare situazioni di disagio e difficoltà che minano la serenità del corpo classe – conclude lo Snals – può solo peggiorare la situazione, la cosa migliore da fare infatti è denunciare subito quello che si è visto o sentito o semplicemente il sospetto di qualcosa di sbagliato che si ritiene venga fatto in classe o in altri spazi destinati all’attività didattica”.

La collaborazione tra la scuola e la famiglia

La difficoltà di integrazione, il sovraffollamento causato dalle classi pollaio, insegnanti troppo in là con gli anni, così come la mancanza di spazi idonei alle attività ludiche dei bambini della scuola dell’infanzia, dove oltre ad apprendere si dovrebbe soprattutto giocare e condividere, sono tutte situazioni di rischio per la serenità dell’attività didattica, che andrebbero monitorate e risolte il prima possibile. La collaborazione tra la famiglia e la scuola, infatti, è la strada migliore per tutelare i diritti di tutti e in primis dei bambini, per i quali la scuola dovrebbe essere un posto sicuro dove essere tutelati prima ancora che educati.

 

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