Forte, i messaggi alla città (e al Pd): “Finito il tempo delle clientele. O io o loro”

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Enrico Forte

Ha una lunga lavagna dietro dove alla fine scriverà la traccia della sua campagna elettorale “Latina corri”. Di fronte ha più di quattrocento persone nel nuovo point elettorale in corso della Repubblica 88, di fronte alla facoltà di Medicina. Parla a braccio con una certa emozione Enrico Forte, candidato sindaco del Pd. Le attese su di lui sono molte e si è percepito ieri molto bene nell’apertura della campagna elettorale al nuovo punto al centro della città. La filiera di governo e Regione è una occasione d’oro, la stessa che nel 2011 permise a Giovanni Di Giorgi di staccare il tagliando delle comunali (c’erano Berlusconi e la Polverini).

Il punto dopo le polemiche. Le incognite sono molte, la frammentazione elettorale anche ma, sondaggi a parte, il Pd sembra avere in tasca la carta del ballottaggio. Lui lo sa e finora ha seguito una linea più sottotraccia su molti temi, molti dicono che sia il suo stile. Ma ieri è emerso per parlare chiaro riferendosi anche a quella città delle clientele che deve finire, le parole che in molti si aspettavano da tempo su quel centrodestra che in altri luoghi e con altre formule sta riproponendo la formula magica del cambiamento dopo aver governato negli ultimi venti anni.

Le cambiali e il messaggio al partito. “Non firmiamo cambiali in bianco – dice Forte – sappiamo bene che in una campagna elettorale la ricerca del consenso è la sfida più importante. Non ricercheremo il consenso a tutti i costi di chi sappiamo il giorno dopo avrà qualcosa da chiederci come arma di ricatto. E’ finito il tempo delle clientele Vogliamo governare la città in piena trasparenza. Non c’è spazio nel Pd o nella coalizione per chi persegue il clientelismo. O io o loro”. Il riferimento è chiaro e non lascia spazi a dubbi. Poche ore prima Aristide Carnevale aveva presentato una lista di nomi per gli scrutatori nella commissione elettorale (leggi qui), scatenando il putiferio nel partito. Lui si era giustificato dicendo che la linea del Pd non era chiara e di un ‘corto circuito’ nella comunicazione e che lo aveva fatto (la nomina diretta è comunque prevista dalla legge) perché gli albi non erano aggiornati. Ma le polemiche erano già oltre e c’era Maurizio Mansutti che parlava di rivedere tutto mentre altri, come Fabrizio Porcari aveva bollato la vicenda come una “pratica vergognosa. Carnevale ha scelto la nomina diretta a titolo personale”. Forte rispondendo ai giornalisti dirà: “Sono per il sorteggio che è la linea espressa dal Pd. Su Carnevale deciderà il partito”.

Clemente Pernarella
Clemente Pernarella

Spazi nuovi. Ma, polemiche interne a partte, Forte ha voluto anche spiegare come è nato lo spazio elettorale dopo un intervento recitato di Clemente Pernarella in apertura dell’incontro. “Questo spazio è stato pensato per voi e lo abbiamo immaginato come immagino la città. Aperto, senza muri, senza confini, in cui tutti possano sentirsi parte del progetto che vogliamo portare avanti, quello per una città che senta l’orgoglio di sentirsi la seconda comunità del Lazio”. Un punto progettato per ospitare il Comitato elettorale, ma anche per concepire una nuova idea di spazio fruibile a 360 gradi dai cittadini, un’area per bambini, spazi per convegno e dibattiti e a breve un coworking munito di wi-fi a disposizione di quanti vorranno farne uso. “Dobbiamo offrire la città delle possibilità a quanti se vanno da qui. Se riusciremo a far tornare i nostri giovani avremmo raggiunto l’obiettivo, quello di costruire la città dalla quale nessuno vorrà andarsene”. I giovani, un altro punto da sviluppare, una categoria lasciata indietro in città in questi anni e su cui anche il Pd dovrà lavorare in termini di consensi e proposte. “L’università – dice Forte – ha potenzialità inespresse. Bisogna creare nuove facoltà e far sì che gli iscritti aumentino. Una sfida da perseguire”.

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