Ecomafie, a Latina la battaglia di Procura e forze dell’ordine nel deserto della politica: i cittadini ringraziano

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I comitati in protesta, lo scorso anno, nell'aula consiliare del Comune di Latina

Hanno espresso un sentito ringraziamento alla magistratura e alle forze dell’ordine per il costante impegno in materia di tutela ambientale, salute pubblica e diritti civili. Protagonisti, questa mattina presso la sede della Procura della Repubblica di via Ezio a Latina, i rappresentanti dei comitati riuniti di Borgo Bainsizza e Montello.

“Le numerose inchieste che riguardano il Comune e la provincia di Latina – ha commentato il battagliero Giorgio Libralato di Ecologia e Territorio – hanno evidenziato un sistema di malaffare diffuso che mette a rischio l’economia, la convivenza civile, la salubrità: in questi anni magistratura e forze dell’ordine sono intervenute in assenza di una classe politica e dirigente che sapesse tutelare e valorizzare il bene comune”. E per questa ragione i comitati riuniti dei borghi hanno voluto esprimere anche vicinanza e solidarietà a chi si batte senza remore per il rispetto della legalità e dell’ambiente davanti alla politica inerme di questo territorio.

Luigia Spinelli
Luigia Spinelli

In una lettera aperta indirizzata al sostituto procuratore Luigia Spinelli, che insieme al Procuratore Capo Andrea De Gasperis il 30 marzo 2016 è intervenuto in Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali ad esse correlati, gli esponenti dei comitati hanno rappresentato il loro vissuto rispetto al processo per l’inquinamento delle falde acquifere ai gestori delle discariche, alle inchieste in corso sugli accantonamenti post mortem e le compensazioni e alle inquietanti vicende della dismissione nucleare.

“Vuoi per l’età, vuoi per la memoria storica legata al nostro vissuto – hanno scritto al Pm Spinelli -, ricordiamo l’episodio di molti anni fa, quando la sua onorevole collega, allora giovanissima, la dottoressa Barbara Callari, sequestrò per una settimana gli invasi S0 ed S1 della discarica di Borgo Montello con l’ipotesi molto fondata di una nutrita serie di infrazioni alle leggi ambientali ed amministrative. Fu costretta a ritirare il decreto per la pressione politica- dovuta a presunte emergenze ambientali- ed anche sociali (si metteva in pericolo il posto di lavoro di alcuni lavoratori)! Son passati molti anni, sono accaduti molti fatti incresciosi che hanno profondamente segnato le nostre vite e l’ambiente in cui abbiamo scelto di costruire le nostre famiglie. Oggi il clima è profondamente cambiato: la sensibilità ad un ambiente compatibile con uno stile di vita sereno è cresciuta e c’è chi è disponibile a mettersi in gioco per questo, come nel recente caso delle varie iniziative per i gasificatori; si è accesa l’attenzione dei media che in qualche caso si è rivelata determinante per modificare scelte operate nelle segrete stanze, e la magistratura non sembra più succube al potere politico, anzi i cittadini vedono nell’operato dei magistrati spesso l’unico argine ad un potere che sembra prevaricare sui diritti più elementari dei cittadini”.

E’ Libralato a ricordare le battaglie intraprese dai comitati: “di via Moscarello contro l’impianto di compostaggio che non è mai stato autorizzato grazie all’intervento di sensibilizzazione dei cittadini; di Borgo Santa Maria e Bainsizza contro l’impianto a biogas che non ha superato nessun controllo dell’Arpa Lazio ricevendo numerose segnalazioni, verbali per il mancato rispetto dei limiti nelle emissioni e gli scarichi; di Borgo Bainsizza e Montello che segnalano il degrado all’interno di Al Karama e l’inquinamento delle falde e dell’aria proveniente dalla discarica di Borgo Montello.

Claudio Gatto
Claudio Gatto

“Ora ci troviamo di fronte ad un’enorme carcassa putrescente – si legge nella nota consegnata da Claudio Gatto nelle mani della dottoressa Spinelli -: certo il primo impegno sarà quello di arginare l’effetto dirompente che crediamo sia già in atto e di cui pochi si rendono conto. E poi se ci saranno capacità energia e volontà anche per un’anatomia patologica per individuare eventuale sostanze tossiche, sia chimiche che sociali, che potrebbero diffondersi e contaminare ulteriormente un territorio già compromesso. E nonostante questo contesto si insiste col proporre una serie di iniziative con pesanti impatti ambientali, la cui compatibilità andrà seriamente monitorata. In questo impegno siamo certi che Vi troverete vicini i cittadini più sensibili, specie del territorio, il cui sostegno morale si è già manifestato robustamente nei movimenti giovanili e nelle scuole in occasione della giornata della memoria e della giudice minacciata. Non lasciatevi intimidire e scoraggiare. La giustizia richiede forza e qualche volta perfino il martirio. Le giovani generazioni sembra l’abbiano capito. Confermiamo con la tenacia vostra e nostra la loro speranza. Grazie”.

Giorgio Libralato
Giorgio Libralato

“Regione Lazio e Comune di Latina hanno perso notevolmente credibilità laddove è mancato il loro ruolo nella difesa delle regole – ha concluso Libralato -. Le aspettative dei cittadini sono rafforzate dalla consapevolezza che l’opinione pubblica è diventata critica ed attenta verso i temi sociali e ambientali, con un lungo elenco di segnalazioni di pratiche sbagliate e fuorilegge nel compost fuori specifica, negli impianti a biogas puzzolenti e inquinanti, oltre che inutili, nelle procedure troppo larghe e permissive con autorizzazioni senza i presupposti, contro il conferimento in discarica dei rifiuti, l’inquinamento elevato in favore della raccolta differenziata spinta”. Come a dire che il vento è cambiato e anche grazie a magistratura e forze dell’ordine l’indifferenza o peggio la complicità della politica non potrà ulteriormente attecchire su questo territorio già duramente compromesso.

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