Il golpe in Camera di Commercio, Zottola: così colpiscono tutta l’economia

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Vincenzo Zottola

“Non hanno colpito la mia persona ma la Camera di Commercio di Latina”. Vincenzo Zottola esprime in una nota stampa lo sdegno provato dopo il tentativo di golpe nei suoi confronti, le dimissioni dei 14 consiglieri della Camera di Commercio, in aperto dissenso con il presidente per via di quella che ritengono una politica eccessivamente orientata alla nautica (l’organizzazione dello Yacht Med Festival, in particolare) e indifferente, o quasi, agli altri comparti dell’economia pontina.  In realtà, la lotta interna all’ente camerale nasce dalla nuova linea della Confcommercio (che nei mesi scorsi ha affidato la presidenza Giovanni Acampora), che ha trovato una convergenza con Unindustria e il suo presidente Fabio Miraglia, da sempre critico con Zottola.

 

GLI STANZIAMENTI PER LO YACHT MED FESTIVAL “L’amarezza – prosegue il presidente Cciaa -, è soprattutto per le ripercussioni che tale comportamento avrà inevitabilmente sulle imminenti scadenze dell’Ente camerale e alla vigilia, tra l’altro, dell’attuazione di una riforma che ne minaccia le funzioni essenziali e la dotazione organica. A rischio ci sono – ricorda Zottola – l’approvazione del bilancio consuntivo 2015, le attività di natura promozionale (internazionalizzazione, qualificazione delle filiere e tutela del Made in Italy, innovazione e trasferimento tecnologico), i progetti condivisi con la Regione Lazio nell’ambito di una alleanza consolidata nel tempo in tema di gestione e valorizzazione del territorio (Call for proposal e Spazio Attivo). All’elenco non può mancare l’avvio della IX edizione dello Yacht Med Festival espressione massima di quella Economia del Mare oggetto – sostiene il presidente – dello strumentale attacco dei consiglieri frondisti. Tra l’altro – aggiunge – tra gli stanziamenti degli interventi promozionali previsti nel bilancio di previsione 2016 emerge con chiarezza che l’incidenza dell’importo specifico previsto a favore dell’Azienda Speciale per l’Economia dl Mare è pari a circa il 24% del totale disponibile, dimostrando la strumentalità delle motivazioni addotte dai consiglieri dimissionari”.

 

IL DISSENSO STRISCIANTE “Bisogna smetterla di inventare conflitti più o meno artificiosi – commenta ancora Zottola – e concentrarsi sulle questioni di vera e vitale importanza per le aziende che saranno fortemente danneggiate da un comportamento che, più di altisonanti proclamazioni, esprime la totale assenza di un reale rispetto dei bisogni della classe imprenditoriale. E’ sorprendente, ma è l’evidenza empirica che mi costringe a prenderne atto, come la situazione di disorientamento e turbolenza sviluppata nell’ambito di una Associazione di categoria in termini di idee, atteggiamenti ed opinioni, possa avere un’interazione diretta e un’influenza così rilevante sugli equilibri di un Ente pubblico. Ho un unico rammarico: non aver saputo intercettare in tempo la forza disgregatrice dei dissidenti che hanno operato lentamente e sotto traccia a dispetto di tutte le inevitabili conseguenze. Dov’è finita la capacità di affrontare e superare le tensioni interne cercando, tra tutti i comportamenti attivabili, di tendere a conservare l’identità e l’integrità dell’Ente rappresentato? Ho sempre creduto nella forza rivoluzionaria del fare rete e dell’aggregazione delle esperienze in quanto valore non solo etico ma anche produttivo e, nonostante tutto, continuerò a credere che percorrere il sentiero della crescita secondo logiche di coesione superando i limiti del frazionamento, della divisione e della sotto utilizzazione delle già limitate risorse disponibili rimane un imperativo per tutelare il bene e l’interesse collettivo”.

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