Allevamento di cozze a Terracina, Palmacci attacca la Regione e chiede ai “sindaci” un’iniziativa comune

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Arcangelo Palmacci

In attesa della risposta all’interrogazione regionale presentata da Fratelli d’Italia sull’installazione dell’impianto di cozze previsto davanti alle coste di Terracina, il candidato sindaco Arcangelo Palmacci della lista “Insieme a te” in concorrenza con i fratelli di Nicola Procaccini, spara a zero contro la Regione Lazio.

Turismo, le contraddizioni della Regione Lazio

“Ma la Regione Lazio che gioco fa? Parla d’incentivare il turismo costiero – attacca Palmacci – per poi smentirsi dando autorizzazione ad allevamenti di mitili proprio in una delle più belle zone del Lazio, premiata con la Bandiera Blu. I parlamentari e i consiglieri regionali pontini dove stanno, quali interessi curano? Non possiamo dimenticare i danni che l’attuale e le  pasate amministrazioni regionali hanno creato. Anche  il penultimo tentativo di ripascimento della costa ha creato un ingente danno ambientale ed economico visto il risultato ottenuto, con montagne di breccia sulle nostre spiaggie”.

Quel ripascimento sciagurato

“Nell’anno 2005, l’assessore all’Ambiente,  l’ambientalista doc, onorevole Angelo Bonelli della Giunta Marrazzo – spiega il candidato sindaco -, avendo trovato il lavoro avviato dalla uscente Giunta Storace, avviò il ripascimento di 13 chilometri della zona costiera Circeo-Terracina  con  il prelievo di due milioni e mezzo di metri cubi di sabbia al largo di Torvajanica (sabbia mista a breccia), per un costo di oltre 22 milioni di euro, anziché prelevare la medesima sabbia antistante alla nostra costa con costi inferiori. Ho l’impressione – continia Palmacci – che al di là dei buoni intenti, la Regione Lazio non ha un’idea della politica turistica nella nostra zona, e che il fattore ambientale non venga  preso nella giusta considerazione nonostante tutta una serie di normative. Oggi questo pericolo per la qualità dell’ambiente è troppo alto”.

La Regione faccia retromarcia

Il candidato sindaco di “Insieme a te”, esponente di Italia Unica, chiede alla Regione di fare ditrofront, di ripensare all’autorizzazione “che, se attuata, arrecherebbe danni irreversibili: l’istallazione degli impianti di mitili, potrebbe danneggiare la navigazione, creare problemi alla pesca, e, intorbidire le acque con conseguenti danni all’attività turistica, sia della città di Terracina che dei comuni limitrofi”.

Serve un’iniziativa comune

“Oggi tutti i politici di professione si battono il petto, ma cosa stanno  facendo di veramente utile affinché si revochi l’autorizzazione all’installazione di questo allevamento?”. Al suo stesso interrogativo Palmacci risponde con una critica ai partiti di maggioranza e di opposizione della Regione. “Il Pd locale – afferma il candidato sindaco – in questi giorni ha comunicato di impegnarsi a valutare tutte le possibili azioni volte ad evitare l’istallazione dell’impianto per l’allevamento delle cozze, eppure la Regione Lazio che ha deliberato lo scempio (si tratta di una determina dirigenziale dell’ufficio competente, ndr) è guidato dallo stesso partito.  E i consiglieri regionali pontini dei partiti di opposizione, al di là dei proclami, cosa stanno facendo per revocare questa autorizzazione? E’ necessario quindi – conclude Palmacci – che , Tutti i candidati sindaco insieme ai sindaci dei comuni limitrofi e le forze politiche del territorio prendano un’iniziativa comune, per chiedere urgentemente la revoca dell’autorizzazione ad impiantare allevamenti di militi sulle nostre coste”.

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