Terracina, “Fermarsi Correndo”. Le foto di Giangiacomo Montemurro all’Open Art Café

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Continuano gli appuntamenti del Museo d’Arte Diffuso a Terracina: venerdì 15 aprile, alle ore 21, l’Open Art Cafè ospiterà il vernissage della mostra di Giangiacomo Montemurro “Fermarsi correndo”, a cura di Fabio D’Achille. Subito a seguire il concerto “Jazz… please! Standard jazz e Bossanova”, dove il quartetto composto da Antonella Caiazzo (voce), Vincenzo Bianchi (piano), Paolo Scandozza (contrabbasso) e Andrea D’Ascia (batteria) fonderanno la tradizione del jazz puro degli anni ’50 con brani in stile più moderno e funky, oltre a riarrangiare in chiave jazz i più grandi pezzi della musica italiana.

E proprio la passione per il jazz è parte integrante dell’opera di Giangiacomo Montemurro, così come il suo amore per la poesia che, come la musica e la fotografia, racchiude attimi di vita. Non a caso l’anima della mostra è perfettamente espressa dai versi di Gigliola Di Libero: nella corsa il tempo si annulla, il pensiero si ferma. il tuo essere esiste e si espande nel movimento ritmico del corpo… attimo dopo attimo… un attimo alla volta… passo dopo passo… un passo alla volta… nell’attimo presente”.
Gli scatti di Montemurro si discostano dai risultati della fotografia digitale, per avvicinarsi invece ad alcuni effetti che venivano ottenuti con la camera oscura. L’osservazione, motivo portante del linguaggio fotografico, si esprime in questi scatti nel soffermarsi sui volti delle persone, con una curiosità e forse fascino per il genere umano espressi con uno stile spontaneo, la stessa spontaneità con cui l’artista guarda ciò che lo circonda. Ma nella poetica di Montemurro la fotografia rappresenta soprattutto una continua corsa verso un sogno, un desiderio; come recita infatti una sua poesia: Opporsi al bianco si chiama nero, opporsi al nero si chiama bianco. Quindi, al di fuori dei nostri sogni, non esiste né bianco né nero. Solo la fotografia in bianco e nero può fermare un attimo e diventare oggetto vivo. Quindi inesistente. Né bianco né nero, ma un frammento di sogno in continuo divenire, all’infinito.

La mostra, a ingresso libero, resterà aperta fino al prossimo 8 maggio. Per info: 393.3242424 – eventi@madarte.it – www.madarte.it

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