Terracina, caro ministro Franceschini il mercato Arene non s’ha da vendere

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Dario Franceschini

Alessandro Ceci, a capo del comitato Casa della Cultura, rilancia la battaglia per stoppare la vendita dell’ex mercato coperto Arene di Terracina e chiede più forza e più partecipazione ai cittadini che finora hanno risposto positivamente al progetto.

Alessandro CeciAll’esito della riunione di ieri sera, che come di consueto sarà rinnovata per la prossima settimana, il comitato porterà avanti tre iniziative: il ricorso al Tar; una nota al ministro Dario Franceschini per informarlo sulla complessa vicenda del mercato Arene; e una manifestazione di protesta all’inaugurazione del nuovo museo civico di Terracina, prevista per il 5 maggio con la partecipazione del ministro Franceschini, qualora il 27 aprile prossimo vi fossero offerte per l’acquisizione dell’immobile di via Benito Di Florio.

Oggi Alessandro Ceci, per l’associazione Amo Terracina, ha scritto al ministro la seguente nota.

 Egr. Ministro on. Dario Franceschini,

ci risulta che Lei, nella storica data del 5 maggio, arriverà nel nostro comune di Terracina per la inaugurazione del Palazzo della Bonifica. La cosa indubbiamente ci gratifica e ci fa onore, ma al tempo stesso ci sconcerta e ci rattrista.

Ex mercato Arene
Ex mercato Arene

Ci gratifica perché il valore dello stabile e del nostro Centro Storico è inestimabile ed è importante che sia riconosciuto dalla più alta istituzione culturale dello Stato.

Ci sconcerta perché con la Sua presenza riceviamo una risposta al brindisi e al taglio dei nastri, ma nemmeno una parola, un cenno, una strizzatina di occhio, una pacca sulla spalla contro l’ennesimo scempio della trasformazione di una possibile biblioteca pubblica in un probabile altro Centro Commerciale privato, nonostante che Lei sia stato sempre puntualmente informato in vari modi e forme. Diceva Leo Longanesi che gli italiani alle ristrutturazioni preferiscono le inaugurazione. Non vorremmo giudicare che anche Lei condivide questo vezzo nazionale che accumula futuribili e non migliora l’esistente. anzi, che produce una serie infinita di luccicanti micro novità per non migliorare il presente.

La sua presenza ci fa onore perché premia il lavoro svolto da numerosi amministratori, tecnici e cittadini che si sono profondamente impegnati per migliorare trasformare spazi organizzati in luoghi identificati, per una adeguata qualità della vita in città, con una abnegazione e con un conflitto costante contro chi anche quel palazzo voleva vendere per sanare parte del deficit del bilancio comunale. Non è una ipotesi fantasiosa. La proposta era già stata più volte e con vari tentativi avanzata da chi, dopo aver prodotto i debiti, voleva vendere l’antistante Palazzo Braschi, di medesimo se non superiore pregio.

Al tempo stesso la Sua presenza ci rattrista però perché copre, con una maschera luccicante come nelle peggiori dittature africane, il vulnus di democrazia in cui un Commissario occasionalmente nominato e prossimo a lasciare il suo incarico, insensibile agli appelli della città, alle decisioni unanime dei Consigli Comunali che l’hanno preceduta e a un documento sottoscritto da pressoché tutti i candidati alla prossima carica di sindaco, lascia uno sfregio definitivo e irreversibile al volto urbanistico della città e alla nostra qualità della vita.

Noi non vogliamo vivere in una città composta come un puzzle perennemente incompleto e sbilenco di singoli pezzetti malamente appiccicati.

Noi vogliamo vivere in un bel quadro, in un habitat di qualità, in un ecosistema accogliente, in una cultura della vita quotidiana, nella cultura del mondo della vita che è la vita nel mondo della nostra cultura.

Infine, signor ministro, noi vogliamo essere artefici del nostro destino, perché abbiamo intera ed integra la responsabilità etica che ci impone di rispettare, con le scelte politiche, l’incommensurabile bellezza che la natura ci ha affidato. Consideriamo questo il più alto e impegnativo compito affidato alla cultura degli umani.

Pertanto non Le chiediamo di non venire a Terracina, onorevole Ministro. Le chiediamo almeno di essere presente nella piena consapevolezza del ruolo, nel bene e nel male, che Lei svolgerà in quella occasione. Per questo Le alleghiamo un excursus storico amministrativo di quanto avvenuto.

Terracina 14 aprile 2016

Alessandro Ceci per Associazione Culturale “AMO TERRACINA”

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