Circeo, finto residente percepisce assegni Inps: sequestrato il conto corrente di un tunisino

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Percepiva la pensione ma era tornato in Tunisia dal 2011: deve restituire 22mila euro, sequestrato il conto corrente postale, sospeso l’emolumento Inps.

L’indebita percezione di assegni sociali è stata contestata, a seguito degli accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza della brigata di Sabaudia, ad un tunisino che risultava residente a San Felice Circeo ma che di fatto si era trasferito nel suo paese d’origine da cinque anni.

Secondo le norme in vigore, tale emolumento spetta ai cittadini italiani, a quelli comunitari iscritti all’anagrafe comunale, agli extracomunitari muniti di permesso di soggiorno di lungo periodo, nonché a rifugiati politici ed apolidi che abbiano compiuto il 65° anno di età, che siano effettivamente residenti in Italia, che abbiano soggiornato legalmente, in via continuativa per almeno 10 anni nel territorio dello Stato e rispettino particolari condizioni reddituali personali e/o del coniuge. L’elemento costitutivo del diritto alla prestazione assistenziale è la dimora stabile ed abituale, in mancanza della quale il beneficio decade, come accaduto per il tunisino che è tornato in patria.

I finanzieri di Sabaudia hanno scoperto l’illecito attraverso le notizie desumibili dalle banche dati informatiche in uso al corpo, nonché presso l’Inps. Incrociando i dati è emerso che una persona destinataria dell’emolumento, residente in San Felice Circeo, era risultata emigrata sin dal novembre 2011, senza alcuna comunicazione all’Inps di Terracina.

Le successive attività, delegate dal sostituto procuratore Cristina Pigozzo, hanno permesso di individuare un conto corrente postale, intestato all’indagato (E.L.), sul quale confluiva l’assegno sociale indebitamente percepito pari a 5.000 euro annuali.  L’Autorità giudiziaria di Latina ha emesso un decreto di sequestro preventivo del conto corrente postale con il blocco della somma di 22.000 euro, ivi depositata, nonché la sospensione all’ufficio Inps di Terracina dell’emolumento in parola nei confronti del cittadino tunisino.

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