Latina, Sovrani e un’idea diversa di città: “La politica non si fa solo con i soldi”

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“Credo che sarà fondamentale avere uno staff di esperti da mettere al servizio della città. Per questo rinuncerò allo stipendio da sindaco, impiegherò quelle risorse per avere a disposizione i professionisti migliori”. Marilena Sovrani, prima donna candidata a sindaco di Latina, incontra la stampa per illustrare i temi salienti del suo programma elettorale. “Non tutti, perché li svilupperemo insieme, con i cittadini, attraverso uno scambio continuo di informazioni ed alcuni grandi eventi che abbiamo già calendarizzato”. Intanto però tre priorità, iniziando dalla razionalizzazione della macchina amministrativa. “Conosco ogni ufficio, ogni dipendente, ogni servizio.  E’ fondamentale che l’organico sia messo in condizione di produrre il massimo, e credo che la mia esperienza, le mie conoscenze specifiche, possano davvero rappresentare un valore aggiunto”. Poi il rilancio del territorio. “Abbiamo un’emergenza che nessuno considera adeguatamente – dice -, quella dei nostri ragazzi che vanno via dopo aver terminato gli studi. Dobbiamo metterli in condizione di restare, aiutare le nostre imprese. Penso all’informatizzazione dello Sportello delle attività produttive, a un servizio continuo che accompagni le nostre imprese nelle difficoltà di tutti i giorni, a iniziare da quelle create dalla burocrazia”. Poi l’aspetto sociale. “Mi sono sempre occupato delle persone più deboli di questa città: i bambini, gli anziani, i bisognosi. Sono cresciuta al quartiere Nicolosi, ho perso papà troppo presto. So bene quanto sia difficile vivere nelle difficoltà. Per questo dico che dobbiamo prestare attenzione alle nostre famiglie, ascoltarle, aiutarle. E individuare risorse per metterle al servizio della comunità”.

 

LA PRIMA DONNA, LA PIU’ CORTEGGIATA La prima donna candidata a sindaco di Latina, si diceva. Sarà forse per questo che è anche la più corteggiata. “Sì, si sono avvicinati praticamente tutti, almeno quelli della vecchia amministrazione comunale. Calvi, Calandrini, Tripodi. Mi hanno chiesto di rinunciare, di farmi da parte. Ecco, approfitto dell’occasione per sottolineare questa cosa: io non torno indietro, sono qui perché credo a un progetto di città che metta le persone al primo posto. Ecco perché mi sono circondata di tecnici ed esperti di altissimo profilo”. Quanto alle liste, due per il momento. “Oltre alla mia c’è quella di Beatrice Lorenzin, Latina Popolare. Abbiamo individuato tante persone per bene che vogliono spendersi per la propria città”. Non teme che il suo nome possa essere associato ai vecchi amministratori, al baratro in cui è stata cacciato il capoluogo nelle ultime due legislature? “Guardate, io sono stata assessore alle pubblica istruzione, mi sono occupata di bambini. E lo dico in tutta sincerità: fortuna che ci sono stata. Perché abbiamo risolto tanti problemi, superato tante di quelle criticità che non avete idea. Non ho mai scaldato la poltrona, ho lavorato anche 14 ore al giorno. Perché quando faccio una cosa ci metto tutta me stessa. Per questo adesso spero che i cittadini possano aprire gli occhi, la politica non si fa solo con i soldi”.

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