Latina, minori fuori famiglia: al Senato l’intervento di Massimiliano Porcelli di “Utopia 2000”

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La Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza ha avviato un’indagine conoscitiva sui minori fuori famiglia ed ha invitato al dibattito in programma il 27 aprile prossimo al Senato, il presidente della cooperativa “Utopia 2000”, Massimiliano Porcelli che dal 1999, svolge sul territorio pontino e da qualche anno anche in Umbria, attività legate a queste importanti tematiche. Della Commissione fanno parte, tra gli altri, le senatrici Enza Blundo e Valeria Cardinale che conoscono le attività di Utopia2000 per aver visitato le sette strutture che la stessa Cooperativa gestisce in Umbria.

L’esperienza sul campo

L’intervento del presidente di Utopia 2000 consentirà di sottoporre all’attenzione della Commissione una serie di elementi raccolti durante l’esperienza sul campo, maturata in tutti questi anni, riguardanti in particolare i percorsi di formazione-lavoro dei minori ospitati in comunità. Il resoconto dell’audizione sarà pubblicato sul Bollettino delle Giunte e delle Commissioni Parlamentari. E’ la seconda volta che tale Commissione sente il Presidente di Utopia 2000: la prima fu due anni fa sulla proposta di legge sull’Affido condiviso del minore in caso di separazione dei genitori.

La normativa

In Italia, la legislazione vigente in materia di minori fuori famiglia ha subìto nel corso degli anni una significativa evoluzione: si è passati dall’accoglienza presso gli istituti di assistenza pubblici o privati per minori, i cosiddetti orfanotrofi, al collocamento presso comunità di tipo familiare, le cosiddette case-famiglia, e all’affido come possibile fase transitoria verso l’adozione vera e propria. La legge n.184 del 1983, che disciplina l’adozione e l’affidamento del minore, come modificata dalla legge n.149 del 2001, ha sancito definitivamente il “diritto del minore alla propria famiglia”. Tale normativa ha portato a compimento il delicato processo di chiusura e trasformazione dei vecchi orfanotrofi, prevedendo l’istituzione delle “comunità familiari”, proprio per garantire al minore la convivenza in un ambiente che sia il più possibile simile a quello della famiglia propriamente detta. L’indagine conoscitiva deliberata dall’Ufficio di Presidenza della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza intende approfondire le criticità relative alla normativa vigente, nell’ottica di un suo possibile miglioramento.

Il problema degli immigrati

In particolare la Commissione si pone l’obiettivo di effettuare una sorta di censimento del numero e delle caratteristiche delle strutture di accoglienza presenti In Italia – anche al fine di verificarne l’adeguatezza –  del numero dei minori che vi transitano, del relativo periodo di permanenza, volgendo lo sguardo non solo ai bambini italiani ma anche e soprattutto ai minori stranieri non accompagnati. Molti di questi, infatti, circa 3.707, secondo gli ultimi dati in possesso del Ministero del lavoro e delle politiche sociali al 31 dicembre 2014, recentemente diffusi dal Ministro dell’Interno, una volta giunti in Italia, non riescono nemmeno a transitare presso tali strutture di accoglienza, divenendo irreperibili.

Le carenze di molte case famiglia

L’indagine intende altresì acquisire elementi di conoscenza concernenti il sistema dei controlli, dei finanziamenti, nonché circa le eventuali disfunzioni e carenze di molte case-famiglia, essendo giunte in tal senso numerose segnalazioni, che appare doveroso approfondire. La Commissione ha già sentito il Sottosegretario all’Interno Domenico Manzione, il Sottosegretario alla Giustizia Cosima Maria Ferri, il Sottosegretario al Lavoro Franca Biondelli, il Procuratore generale presso il Tribunale dei Minori di Palermo Amalia Settineri e l’assessore alla Politiche sociale del comune di Milano Pierfrancesco Majorino.

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