Latina, altra bufera sugli stabilimenti: nel mirino assunzioni e assetti societari

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Il sovrintendente del Nipaf Stefano Giulivo durante l'apposizione dei sigilli

Tira una brutta aria sul lungomare di Latina. E non tanto perché effettivamente la primavera ha fatto un deciso passo indietro. Quanto perché dopo la dichiarata decadenza, da parte del Comune, delle concessioni pluriennali (a carattere stagionale) ai nove stabilimenti balneari che non avevano smontato baracca e burattini durante l’inverno, e dopo il sequestro ordinato dalla Procura per l’occupazione indebita del demanio marittimo (sempre nel periodo invernale), un altro colpo di mannaia potrebbe arrivare nei prossimi giorni in capo ai gestori dei lidi di Latina. Per due ordini di motivi. Il primo: la Procura ha allargato l’indagine alla sfera urbanistica. Se prima ha contestato la violazione del codice della navigazione (l’occupazione del demanio marittimo), adesso attraverso le indagini del nucleo investigativo del Corpo Forestale ha accertato anche violazioni edilizie, ravvisando un abuso palese laddove, mantenendo in piedi le strutture nel periodo invernale, i gestori hanno violato i limiti della concessione edilizia  di cui erano in possesso. L’abuso edilizio potrebbe spingere il commissario prefettizio a ordinare la demolizione immediata delle strutture.

ASSUNZIONI FARLOCCHE E CAMBI SOCIETARI Intanto però, ed è questo il secondo grande motivo di preoccupazione per i gestori, la task force al lavoro negli uffici comunali ha scelto di approfondire le verifiche anche sul piano amministrativo.  Per esempio facendo quelle verifiche che negli ultimi anni non sono mai state fatte. Quello che dai primi accertamenti sta emergendo è un quadro di grave e diffusa irregolarità rispetto al bando che era stato promosso per l’assegnazione degli spazi. Molti stabilimenti per esempio, per aggiudicarsi la gara, hanno prospettato l’erogazione di servizi specifici che non sono mai stati offerti al pubblico. Oppure si sono impegnati ad assumere un numero di dipendenti che effettivamente, poi, è rimasto solo nelle intenzioni. E in questi anni nessuno si è preso la briga di verificare il rispetto degli impegni assunti. Ma non solo. Gli uomini del comando della polizia locale stanno dando un’occhiata anche alle composizioni societarie delle ditte che sono risultate assegnatarie. E in molti casi, il socio di riferimento è rimasto con quote minime, gli assetti sono cambiati radicalmente. Praticamente, lasciano intendere gli inquirenti, quello che risulterebbe è un passaggio occulto della concessioni.

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