Latina, “Quello strano delitto di don Cesare”: il libro inchiesta di Felice Cipriani

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Venerdì 29 aprile, alle 18, nella sala teatrale della chiesa di San Francesco d’Assisi in via dei Cappuccini a Latina, sarà presentato il libro “Quello strano delitto di don Cesare Boschin”, nel quale l’autore il giornalista Felice Cipriani ricostruisce la vita del parroco di Borgo Montello e la sua morte, per mano di un assassino ancora sconosciuto, nel marzo del 1995. Don Cesare era originario di Trebaseleghe, nel Veneto, apparteneva alla confraternita di don Orione, ed era arrivato a Borgo Montello nel 1951. Fin da subito era diventato parte integrante della comunità residente in questa porzione di periferia pontina alla quale sentiva di appartenere.

La presentazione

All’incontro per la presentazione del libro ci saranno insieme all’autore il responsabile provinciale di Libera Fabrizio Marras e Claudio Gatto, fraterno amico di don Cesare e oggi attivista dell’associazione di don Luigi Ciotti, e Angela Di Pietro, giornalista de Il Tempo, che quando era cronista nella redazione pontina s’era tuffata nel caso di nera. Modera il giornalista Gian Luca Campagna.

Felice Cipriani
Felice Cipriani

La storia

“30 marzo 1995, don Cesare viene ritrovato nella sua canonica morto incaprettato. Dopo 4 mesi di indagini, il Comando dei carabinieri archivia il caso come un tentativo di rapina da parte di balordi mai individuati. Già, ma che strana questa rapina. I ladri hanno lasciato il denaro e si sono impossessati soltanto della preziosa agendina, dove il parroco annotava di tutto, e dell’album delle fotografie scattate. E sì, perché don Cesare, a capo del comitato ambientalista di Borgo Montello, si batteva per dirimere la cortina di nebbia che avvolgeva i segreti della seconda discarica del Lazio. Cos’aveva scoperto don Cesare Boschin per pagare con la vita? Un vero cold case che chiede giustizia”.

Il libro inchiesta

È un giornalista che si dichiara scrittore della memoria come Felice Cipriani (di Maenza, classe 1939) a intestardirsi nel riaprire il delitto in verità mai dimenticato. S’imbatte quasi per caso in questa storia torbida, s’appassiona alla vicenda e si impone di dare il suo contributo affinché venga fatta luce e data giustizia alla figura di un prete prima maniera, morto in circostanze drammatiche e misteriose. Tanto che produce un libro inchiesta, dall’emblematico titolo ‘Lo strano delitto di don Cesare’ (ed. omicron, pp 180, euro 12).

La verità nascosta

“Comincia da lontano, Felice Cipriani, per raccontarci di don Cesare Boschin. Parte da quell’Agro Pontino che è stato per quarant’anni il luogo della sua vocazione e del suo impegno, e anche lo scenario di una morte violenta che ancora attende verità e giustizia” – così nella prefazione del libro scrive don Luigi Ciotti.

Quella discarica che tolse la pace

Cipriani ripercorre la vita di questo parroco di campagna che ha una parola per tutti, denaro in prestito per tutti, un lavoro per tutti. E il giornalista si avvale delle testimonianze di famigliari (in particolare del nipote Luciano), degli amici e degli abitanti di Borgo Montello, ritraendo un sacerdote all’antica. La vita del parroco è scandita dalle preghiere per il buon raccolto nelle campagne e dalle buone parole che ha per le famiglie in disarmonia, ma a un certo punto la serenità gli viene meno dal 1970, da quando la discarica diventa presto un motivo di discordia per la comunità, divisa fra chi lo vede come un’opportunità di lavoro e chi invece come un potenziale danno per l’agricoltura. Un sospetto che diviene certezza quando, alla fine degli Anni Ottanta, la discarica viene rilevata da una società che inizia a gestirla con spregiudicatezza, senza trovare ostacoli a livello politico e amministrativo: in questo momento don Cesare nota strani movimenti, camion che arrivano nottetempo da vie laterali pieni di fusti industriali per poi andarsene sgravati del loro carico, viaggi misteriosi ma ben pagati, l’ombra sempre più forte della camorra a gestire parte delle operazioni, ipotesi confermate dalle rivelazioni choc del pentito Carmine Schiavone, del clan dei casalesi.

“I rifiuti inquinano la terra e le coscienze”

È qui che don Cesare inizia la sua battaglia, fonda un comitato, sensibilizza le persone perché “i rifiuti inquinano non solo la terra ma le coscienze”. Ma la sua vita si ferma quel 30 marzo 1995.

L’autore

Felice Cipriani (Maenza, 1939), è giornalista e scrittore della memoria. Ha confezionato questo libro intervistando testimoni vivi e non reticenti, spulciando archivi e leggendo articoli, dipanando una matassa che ancora offre inquietanti interrogativi. Attivo in temi sociali e ambientali, nonché in diversi progetti umanitari in campo internazionale, ha pubblicato diversi libri, tra cui Il Fattaccio di Maenza, una vicenda reale dai contorni gialli del 1881.

 

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