Fondi, battuta al cinghiale finita in tragedia: revocato il porto d’arma agli otto cacciatori coinvolti

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Revocate le licenze di porto di fucile agli otto cacciatori che parteciparono alla battuta di caccia al cinghiale, il 24 dicembre scorso a Fondi, durante la quale rimase ucciso Vittorio De Filippis. Con in spalla i fucili si introdussero nell’area protetta della località Sant’Arcangelo, inibita alla caccia e in un giorno vietato dal calendario venatorio… e ci scappò anche il morto.

Le immediate indagini, svolte dai carabinieri di Fondi, portarono subito all’individuazione dello sparatore, un 51enne del posto, subiti deferito alla Procura della Repubblica per il reato di omicidio colposo. I successivi accertamenti portarono all’identificazione dell’intero gruppo accusato di esercizio abusivo di caccia all’interno di parco naturale, introduzione abusiva di armi nel parco naturale, esercizio di battuta di caccia al cinghiale in un giorno vietato e concorso in omissione di soccorso.

Su segnalazione della Tenenza Carabinieri di Fondi, la Squadra Amministrativa del Commissariato di Fondi, ha iniziato un’articolata attività di concerto con la Questura di Latina –  Divisione Pasi – che ha consentito,  al termine di un complesso iter amministrativo, di far scattare i provvedimenti di revoca delle licenze di porto di fucile per uso caccia, irrogati dal Questore della Provincia di Latina a carico di: P.M. di anni 52; S.F.P. di anni 33; C.S. di anni 65; P.M. di anni 56; P.L. di anni 63; P.S. di anni 65; D.G. di anni 62 e P.R. di anni 66, tutti componenti la squadra cacciatori.

Nei giorni scorsi, difatti, la Squadra Amministrativa del locale Commissariato ha notificato a costoro i provvedimenti di revoca delle rispettive licenze di porto d’armi, che sono state tutte contestualmente ritirate. Considerata la gravità dei fatti, non si esclude che a carico degli stessi, vengano adottati ulteriori provvedimenti inibitori di carattere amministrativo.

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