Mazzetta di 15mila euro al funzionario dell’Agenzia delle Entrate, arrestato commercialista di Formia

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Si vantava al telefono con il suo interlocutore dicendo di essere in grado di pilotare un contenzioso pendente presso la Commissione Tributaria Regionale Abruzzo… al prezzo di un milione di euro. Da una parte Giovanni Imparato, capo dell’ufficio legale dell’Agenzia delle Entrate – direzione provinciale di Pescara – e dall’altra un commercialista di Formia, Paolo La Valle. Entrambi sono stati arrestati, questa mattina, dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Pescara, in esecuzione di una ordinanza di misura cautelare ai domiciliari emessa dal Gip Guendalina Buccella del Tribunale dell’Aquila.

Le indagini, coordinate dal Pm David Mancini, hanno consentito di acquisire un circostanziato quadro indiziario riferito ad un grave episodio di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio a carico di Giovanni Imparato, Capo Ufficio legale dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Pescara e di Paolo La Valle. L’attività investigativa, svolta anche attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, ha interessato l’operato del funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Pescara nei riguardi di una società con sede legale a Pescara, ma con attività fuori dalla regione Abruzzo, la Cross Città Mercato, azienda che aveva realizzato un centro commerciale a Formia, gravata da un pesante contenzioso tributario (valore della controversia circa 38 milioni di euro) peraltro già giudicato in primo grado dalla Commissione Tributaria Provinciale di Pescara in senso favorevole all’Erario.

Nella mattinata del 19 aprile scorso, le Fiamme Gialle pescaresi, che monitoravano le attività degli indagati, avevano filmato in Roma un incontro tra i due indagati ed avevano assistito alla consegna al pubblico funzionario da parte del professionista di una busta contenente 15.000 euro, che veniva sequestrata immediatamente. Sulla base degli elementi raccolti, la somma, consegnata da Paolo La Valle nella sua qualità di consulente tributario della società Cross Città Mercato, è stata ritenuta il prezzo del reato di corruzione del pubblico ufficiale (funzionario dell’Agenzia delle Entrate) per pilotare a favore del contribuente il contenzioso tributario pendente presso la Commissione Tributaria Regionale Abruzzo, ovvero per adottare una strategia processuale più favorevole allo stesso contribuente, nonché per remunerare altri “favori” resi dal funzionario, tra cui il recente “provvedimento di sospensione amministrativa” emesso dall’Agenzia delle Entrate di Pescara, su iniziativa dello stesso capo dell’ufficio legale, finalizzata ad interrompere l’azione di pignoramento, già intrapresa da Equitalia sui beni della società.

Secondo le indagini, infatti, il funzionario oltre ad aver suggerito al commercialista ed alla società coinvolta le più opportune strategie difensive, avrebbe egli stesso provveduto a scrivere parti delle memorie difensive o comunque atti nell’interesse del contribuente, ponendo in essere un comportamento in palese violazione dei doveri di efficienza, imparzialità e trasparenza che dovrebbero caratterizzare l’attività dei pubblici funzionari, mostrandosi pronto ad asservire la propria funzione agli interessi privati, a danno dell’Erario ed a proprio vantaggio. L’attività oggi condotta testimonia la particolare attenzione riservata dalla Guardia di Finanza nel contrasto della corruzione e, più in generale, dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione, che, alterando le regole della sana competizione tra imprese, danneggia gli operatori onesti facendo lievitare il costo dei servizi pubblici.

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