Latina, la verità di Coletta sulla metro: Calandrini prese parte alla farsa

1434

Prosegue a colpi di machete la campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Latina. Damiano Coletta attacca l’avversario Nicola Calandrini sull’incompiuta per eccellenza, la metro leggera, data per cantierabile dal 2009.

“Vincenzo Zaccheo, fascia tricolore a tracolla sulla spalla destra, quasi non stava nella pelle quella sera del 23 dicembre 2009 – ricorda Latina Bene Comune -. Da mesi andava dichiarando che il cantiere per la realizzazione della metropolitana leggera di superficie (il tram su gomma della Translohr presentato tre anni prima in Piazza del Popolo) sarebbe stato aperto ‘assolutamente entro Natale’ di quell’anno. Dall’interno dell’amministrazione comunale tutti sapevano che quella promessa era destinata a cadere nel vuoto, ma questo i cittadini di Latina, in particolare quelli dei quartieri Q4-Q5 e di Latina Scalo, non lo dovevano sapere”.

Coletta spiega che quei lavori  “non potevano partire materialmente perché ancora non erano stati effettuati, né potevano esserlo, i relativi espropri”. Il candidato sindaco di LBC, in particolare si riferisce al tratto Latina-LatinaScalo:  “I proprietari degli immobili interessati, come da avviso pubblico, avevano tempo fino al successivo 27 dicembre per presentare le proprie osservazioni. Allora come ora era quasi impossibile che molte espropriazioni potessero avvenire perché interessavano opere e strutture strategiche per l’assetto del territorio e la fornitura di servizi essenziali. Appartenevano e appartengono ancora a due enti statali: l’ex Cassa per il Mezzogiorno (tale è l’intestazione della proprietà anche se non esiste più da 25 anni) e il Demanio dello Stato che oggi è titolare di beni gestiti a suo tempo dall’Opera Nazionale Combattenti e dai Consorzi di Bonifica”.

In sostanza, secondo Coletta, il Comune di Latina doveva espropriare, ovviamente con fondi propri, immobili che poi avrebbero comportato: lo spostamento del tracciato dell’attuale acquedotto che porta l’acqua potabile dalla sorgente di Ninfa al serbatoio nel quartiere Gionchetto; l’intubazione di lunghi tratti dei canali di bonifica adiacenti a Via Epitaffio; consumare altri terreni fertili appartenenti alla Fondazione Caetani; modificare e spostare alcune decine di accessi ad abitazioni private. “Tutte questioni che hanno impedito a suo tempo il nulla osta della Regione Lazio sulla Valutazione d’Impatto Ambientale”, aggiunge il candidato sindaco di Latina Bene Comune. “Tra l’altro – aggiunge – senza il contributo chilometrico della Regione Lazio, impossibile da ottenere vista la sostanziale inutilità pubblica dell’opera, i conti non torneranno mai. Per portarli in pareggio, una volta realizzata l’opera, occorreranno comunque soldi prelevati dalle tasche dei cittadini”.

Insomma, per Coletta e i suo gruppo politico quella “cantierizzazione” annunciata in pompa magna “fu un’autentica farsa”: “Consistette nel trapianto di un albero appositamente addobbato con decorazioni natalizie, nell’installazione di un telo plastificato con raffigurazioni e slogan di rito e nell’esposizione del modellino di un trenino sotto una teca di vetro plastificato. A quella messa in scena, così come alla precedente inaugurazione di tre anni prima in Piazza del Popolo, tra gli altri, era presente anche l’allora Presidente del Consiglio comunale di Latina, Nicola Calandrini”.

Proseguono gli appuntamenti di gli appuntamenti di LBC. Ecco il programma di domani, domenica 12 maggio:

Ore 10.00             Tour in bicicletta per le vie della città con partenza da Piazza del Popolo.

Alla stessa ora, per il Coletta Tour, il candidato sindaco di LBC incontrerà i cittadini di Borgo Carso presso il gazebo allestito per l’occasione in Piazza Stefanato

 

Ore 18.30             Coletta Tour, il candidato sindaco Damiano Coletta incontra i cittadini dei quartieri Q4 e Q5 presso il parco “Oasi Verde” di Via Cherubini (zona Q4)

 

LE VOSTRE OPINIONI

commenti