Latina, la pace negata e la guerra in Procura: ballottaggio avvelenato dai manifesti fantasma

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Nicola Calandrini e Damiano Coletta

Finisce a colpi di esposti in Procura (presentati, annunciat o semplicemente minacciati) il testa a testa tra i due candidati a sindaco di Latina, Damiano Coletta e Nicola Calandrini. Il primo in rappresentanza di una coalizione civica che fa riferimento al movimento Latina Bene Comune, il secondo candidato di Fratelli d’Italia, Cuori Italiani e Noi con Salvini.

I MANIFESTI FALSI Coletta ha formalizzato questa mattina la denuncia per occupazione abusiva dei propri spazi elettorali,  accusando “la consueta arroganza e scarsa considerazione del senso civico di chi si è reso protagonista dell’affissione”. Il candidato di Lbc ha inoltre sporto denuncia contro ignoti perché in alcuni degli spazi regolarmente assegnati al movimento civico “sono stati affissi manifesti che non sono stati prodotti da LBC e che riportano slogan non attribuibili allo stile di Latina Bene Comune. Il movimento – sostiene Damiano Coletta – prende le distanze da un modo di fare politica in cui non si riconosce sottolineando di non avere alcuna responsabilità per tali affissioni illegali. Un mal riuscito tentativo di screditare il movimento”, ha sottolineato il candidato civico, alludendo a mandanti chiaramente di matrice politica.

CALANDRINI RISPONDE Le dichiarazioni di Coletta, e il ricorso alle vie legali da parte di Latina Bene Comune, non sono piaciute al candidato sindaco di centrodestra. “C’è una locuzione latina che calza a pennello con quanto sta accadendo in merito alla questione dei manifesti abusivi e delle immagini contraffatte: excusatio non petita, accusatio manifesta! Evidentemente – sostiene Nicola Calandrini – qualcuno pensa di difendersi attaccando. Ma chi si scusa, si accusa”.  Il candidato di FdI si rivolge così a quanti sui social e negli spazi pubblici destinati alla campagna elettorale “stanno facendo di tutto per denigrare e screditare il messaggio rivolto alla città dal leader del centrodestra di Latina. Questo modo di fare politica non ci appartiene, per noi vengono sempre al primo posto i modi civili ed il rispetto. Non si può dire lo stesso di chi si affida agli account falsi su facebook, ai manifesti distorti con ridicoli fotomontaggi e a tanti altri mezzucci adottati da certi discutibili supporters dell’arrogante sinistra rappresentata da Lbc. Qui il confronto politico non c’entra nulla, qui parliamo di diffamazione aggravata nei confronti del sottoscritto e dei testimonial della mia campagna!”.

LA DISTENSIONE RIFIUTATA La segreteria di Nicola Calandrini, inoltre, fa notare di aver segnalato alla sede di Lbc l’affissione di manifesti contraffatti a loro riconducibili: “Si è trattato di un segnale di distensione e di piena disponibilità a collaborare, di fatto ignorato dalla parte opposta”. Insieme a Calandrini gli stessi testimonial, riportati nei manifesti contraffatti con scritte provocatorie e offensive, presenteranno nelle prossime ore una dettagliata denuncia alla Procura di Latina. Al Questore di Latina, inoltre, sarà richiesto ufficialmente di avviare un’indagine “per risalire a coloro che hanno stampato i manifesti in questione: i responsabili di questo grave affronto andranno individuati, anche per porre freno negli ultimi giorni prima del ballottaggio agli ignobili tentativi di screditare Calandrini e la sua campagna elettorale”.

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