Terracina, sala “Fabrizio Abbate” nel Palazzo della Bonificazione. La cerimonia di intitolazione

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Il palazzo della Bonificazione

Sarà intitolata alla memoria di Fabrizio Abbate la sala conferenze del restaurato Palazzo della Bonificazione Pontina. La cerimonia avrà luogo venerdì 17 giugno 2016, alle 17.30, all’interno del prestigioso edificio storico di Terracina.

Fabrizio Abbate
Fabrizio Abbate

Fabrizio Abbate, sindaco all’età di 35 anni, della bellissima cittadina rivierasca pontina, a quindici anni dalla sua morte resta persona apprezzata e stimata dai suoi concittadini. Lunga la sua carriera politica. Amministratore di istituzioni pubbliche e funzionario della Regione Lazio abbraccia la politica sin da giovanissimo incassando consensi che lo porteranno, negli ultimi anni di vita, due volte alla nomina di sottosegretario di Stato.

All’età di 20 anni è presidente della Fuci di Terracina, dal 1960 al 1964, nonché responsabile diocesano degli stessi universitari cattolici. Dal 1963 al 1965 è presente negli organi di Direzione Nazionale della Fuci, in qualità di Delegato Regionale per il Lazio. Entrato nella Democrazia Cristiana diventa prima commissario del partito e successivamente segretario della sezione di Terracina. Nel 1971, al Congresso provinciale di Latina, viene eletto per la prima volta membro del Comitato provinciale della Dc. Nell’ottobre 1973 è eletto segretario politico provinciale all’unanimità, incarico che mantiene fino al marzo del 1976.

Dal novembre del 1975, dopo una lunga esperienza quale capo gruppo consiliare, è sindaco del Comune di Terracina, alla cui guida rimane sino al momento della sua candidatura alla Camera dei Deputati nel 1979. Nel frattempo diventa consigliere nazionale Dc nel congresso di Roma del 1976. Eletto deputato a 38 anni, nel 1979 nel collegio Roma-Viterbo-Latina-Frosinone, lavora in Commissione Trasporti ed è tra gli artefici della celebre proposta di legge per l’obbligatorietà del casco alla guida dei ciclomotori; nell’aprile 1992, eletto nella Circoscrizione di Roma-Viterbo-Latina-Frosinone con un numero altissimo di preferenze nominali, partecipa ai lavori della delicata Commissione Antimafia.

Dal 1988 al 1991 è alto membro del collegio sindacale dell’Imi (Istituto Mobiliare Italiano); dal 1984 al 1987 è membro del comitato amministrativo dell’Istituto Superiore di Sanità. Dal 1986 ricopre la carica di Presidente del Comitato Radiotelevisivo della Regione Lazio. Nel 1995 partecipa alla lunga battaglia della scissione del Ppi (Partito Popolare Italiano), assumendo un ruolo di primo piano nella costruzione del nuovo partito, collaborando a stretto contatto con il segretario Gerardo Bianco: dal 1995 ricopre infatti il ruolo di capo della Segreteria nazionale del Ppi.

Tra i costruttori della stagione politica dell’Ulivo, nel 1996 entra nel governo Prodi come Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, e nel successivo governo D’Alema ricopre l’incarico di Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa.

Sposato con Maria Rosaria (Saia) Saccucci, per trentacinque anni, padre di Fabrizia, morirà a Roma il 10 gennaio 2001.

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