Latina spaccata tra Calandrini e Coletta, l’attesa di una città che non può sbagliare più

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La folla in piazza del Popolo per la chiusura della campagna elettorale di Damiano Coletta

Ripartono da quei 45 voti di differenza, oltre le quindicimila preferenze, quell’abisso che al primo turno ha permesso loro di staccare Forte, Calvi e tutti gli altri appresso. Dalla mezzanotte è scattato il silenzio che la legge impone alla vigilia del voto, dopo che Nicola Calandrini (nel parcheggio di via dei Mille) e Damiano Coletta (in piazza del Popolo) ieri sera hanno chiuso ufficialmente la loro appendice di campagna elettorale in vista del ballottaggio di domani. Il primo alla guida di una coalizione di centrodestra (con Fratelli d’Italia e Cuori Italiani c’è anche Noi con Salvini), il secondo con la coalizione civica partorita dalla lunga esperienza di Rinascita Civile, associazione che negli ultimi anni ha avuto il merito di tenere in vita un assessorato ombra alla cultura.

La folla assiepata in via dei Mille per la chiusura della campagna elettorale di Nicola Calandrini
La folla assiepata in via dei Mille per la chiusura della campagna elettorale di Nicola Calandrini

In questi giorni di vigilia elettorale tanti duelli, tanti confronti in televisione e in pubblico, ma la sensazione è che ci sia stato poco da convincere. Calandrini (15.146 voti raccolti al primo turno), ha costruito il suo successo nei borghi, nella sua Latina Scalo. Il contrario di Coletta che invece ha dominato la partita nel cuore della città e nei quartieri nuovi, Q4 e Q5, dove invece la sua associazione era ben radicata e pertanto anche le liste civiche che sono nate da quell’esperienza. E se da una parte Calandrini è apparso più preparato, più esperto di cose amministrative per via di quella lunghissima militanza in Consiglio Comunale (soprattutto come presidente dell’assise), dall’altra Coletta si è presentato come la ventata di novità che a Latina i cinquestelle non hanno potuto esprimere e che invece la coalizione civica ha interpretato al meglio.

Cosa accadrà domani ovviamente non è dato sapere. Di sicuro l’effetto anche mediatico del clamoroso risultato riportato da Coletta al primo turno aveva suscitato positive reazioni anche da parte di tanti che in quella sede votarono per altri candidati. Negli ultimi giorni però sembra che quella scossa si sia esaurita e che Calandrini sia in forte ripresa. Ma poi vai a sapere. Quello che certo è che domani sera Latina avrà un nuovo sindaco e non può permettersi di sceglierlo male. La città è davanti a un baratro, un’altra mossa sbagliata e se ne va giù.

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