Latina, il pallone tensostatico e gli abusivi dello sport: la linea dura del Comune

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E’ il primo. Solo il primo. Il ritorno nella disponibilità piena del Comune del pallone tensostatico di via dei Mille, quello tra lo stadio e il palazzetto dello sport che ad ogni estate ospitava uno dei tornei di basket più famosi e seguiti, non è che il primo atto di tanti che seguiranno, se l’amministrazione comunale del nuovo sindaco Damiano Coletta proseguirà davvero – come ha lasciato intendere – nel solco tracciato dal commissario straordinario Giacomo Barbato. Vale a dire sanare le situazioni relative agli impianti sportivi comunali, dati in concessione e poi lasciati in gestione per anni con proroghe su proroghe, tante volte scadute pure quelle, in una sorta di generale far west, dove chi usava la struttura ne abusava anche, non pagando utenze e soprattutto affittando a terzi senza titolo, senza ricevute, gestendo pure attività abusive di somministrazione alimenti. Il presidente della cooperativa Il Gabbiano, Dario Campagna, molto vicino all’ex vicensindaco Fabrizio Cirilli, gestiva la struttura di via dei Mille nell’ambito di quello che fu presentato all’epoca come un progetto per il l’inserimento sociale di giovani disabili. Ad oggi però, agli uffici comunali risulta non siano mai stati versati canoni, né che esistano titoli ancora validi per l’utilizzo della struttura e né tanto meno per concederla a terzi, come pure è avvenuto per anni.

Il lavoro svolto in queste settimane dagli uffici comunali e dagli uomini del comando di polizia municipale ha portato a scoprire situazioni assurde. Ci sono utenze con 240mila euro di fornitura d’acqua da pagare, per esempio. E non sono esenti da situazioni anomale anche strutture di un certo prestigio, come la piscina comunale o gli impianti Coni di via Botticelli. Nelle ultime settimane le attenzioni si sono concentrate in particolar modo sulle concessioni rinnovate tacitamente, così, sulla base di situazioni vecchie di vent’anni. Prendete i campi da tennis dei giardini pubblici, impianti che potrebbero portare introiti nelle casse del Comune per diverse migliaia di euro al mese ma su cui l’attuale gestore paga solo alcune decine di euro l’anno.

Il servizio Politiche di gestione e assetto del territorio del Comune di Latina ha chiesto di procedere ad “una verifica puntuale sugli occupanti di 32 strutture comunali”. Per la maggior parte sono gestiti da società che hanno ottenuto la concessione nel 2003 e per la quale l’ultima proroga è stata rilasciata nel 2010, sei anni fa. In alcuni casi, vedi il centro sportivo di viale della Rimembranza, quello per intenderci che fu del centro sportivo Kennedy, e poi confiscato per il quale l’ufficio Patrimonio non ha rilevato alcun rapporto contrattuale. Insomma non si capisce se per esempio ci sia o no la gestione dell’associazione Libera conto le mafie. E questo la dice lunga sulla mole di lavoro che attende la nuova amministrazione anche su questo fronte. La strada che porta alla legalità sarà tutta in salita, anche a farla per sport.

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