Latina, Antonio Scarsella presenta il libro: “Giallo nella palude redenta”

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Sabato 2 luglio, alle 11, presso la sede della Fondazione Caetani a Tor Tre Ponti, Antonio Scarsella presenta il suo libro “Giallo nella palude redenta. Agnelli, lupi e figli delle tenebre. Nella Latina dei primi anni cinquanta”.

La storia

Da Tor Tre Ponti, piccolo borgo sulla via Appia a Latina, parte l’articolata e appassionante vicenda alla base di Giallo nella palude redenta, il giallo dal sapore storico e antropologico, edito per Atlantide dall’ex sindaco di Sermoneta e già presidente del Consorzio Industriale Roma-Latina, Antonio Scarsella. La storia inizia con il ritrovamento di un cadavere lungo un canale di Tre Ponti, e vede il giovane maresciallo dei carabinieri Duilio Spadon impegnato a dipanare un’intricata matassa nella Latina, ex Littoria degli anni cinquanta, quando la questione contadina era ancora uno dei problemi più importanti della vicenda nazionale, mentre sulla palude redenta era alta la conflittualità tra i coloni assegnatari dei poderi dell’Onc e i contadini della collina lepina che si erano sentiti espropriati delle terre bonificate e ne rivendicavano il possesso. A ciò si aggiunge l’opportunismo che non conosce cambiamento di regime: “basta cambiare la camicia ed il mondo torna all’ordine di sempre”. La conclusione delle indagini è amara per il maresciallo e investe le sue scelte di vita.

La presentazione

All’incontro, che sarà moderato dal giornalista Mauro Nasi, prenderanno parte insieme all’autore del libro il vice presidente della Fondazione Caetani, Tommaso Agnoni, lo storico locale Giuseppe Baretta, il saggista ed editore Dario Petti.

Un giallo controtendenza

“Antonio Scarsella – scrive la prof.ssa Floriana Giancotti nella premessa del libro – sceglie il giallo come genere letterario. Ma non un giallo alla moda, dove i cadaveri si susseguono, il sangue straborda bensì un giallo d’ambiente, meditativo, storico, in cui l’investigatore mentre interroga luoghi e persone, interroga anche se stesso e l’indagine diventa un itinerario interiore di riflessione sugli uomini e sul potere”.

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