Coop, missione franchising compiuta. Uiltucs: beffati anche i consumatori

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I cinque punti vendita Coop Lazio Sud passeranno nei prossimi giorni sotto la guida delle famiglie Spaziani e Orlandi per effetto della cessione del ramo d’azienda Unicoop Tirreno in franchising. La nuova gestione sarà avviata nei negozi di Terracina e Fiuggi il prossimo 21 luglio, il 27 luglio nel negozio di Cisterna, il 4 agosto in quello di Frosinone e l’11 agosto in quello di Formia. I punti vendita di Terracina, Fiuggi e Frosinone faranno capo alla gestione di Paolo Spaziani, gli altri due a Orlandi Market srl. E se negli stessi verrà mantenuta la vendita dei prodotti a marchio Coop, i soci consumatori potranno dire addio alla carta sociale utilizzata per acquisti e servizi. Dunque, a partire dall’avvio delle nuove gestioni non potranno più essere utilizzate le carte socio coop. Il personale in eccedenza dei cinque punti vendita è stato assorbito negli altri negozi laziali e in Campania. Queste le novità sintetizzate da Uiltucs che da mesi segue la vicenda, lamentando per altro che la Unicoop Tirreno si è limitata a comunicare il tutto attraverso siti on-line.

 

“Quello che denunciamo da tempo – afferma Gianfranco Cartisano, segretario provinciale Uiltucs Latina – si sta purtroppo verificando. I soci Coop sono stati messi da parte, le loro firme e proteste insieme a quelle dei lavoratori non sono state prese in considerazione. E oggi continuiamo ad assistere a decisioni unilaterali e incomprensibili da parte di Unicoop Tirreno. I lavoratori, i soci, i clienti tutti ancora attendono risposte chiare. I lavoratori, disorientati ed allibiti dopo anni di sacrifici, apprendono on line gli sviluppi e le date del subentro sulla nuova gestione, senza che alcun responsabile Unicoop abbia provveduto con più consone comunicazioni. Oggi abbiamo uno scenario creato da Unicoop devastante, da una parte i soci consumatori che avendo una tessera sociale per alcuni servizi e crediti da spendere che si ritroveranno a mani vuote; dall’altra i lavoratori che in esubero apprendono di essere stati trasferiti altrove”.

Ora la Uiltucs Latina chiede ai nuovi imprenditori chiarezza sul futuro dei dipendenti (150 famiglie) e dei soci consumatori che avevano creduto negli slogan sociali che oggi lasciano il passo alle ragioni del business.

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