Terracina, tre ergastoli per l’omicidio Del Prete. La sentenza a carico di Cerasoli, Bandiziol e Patruno

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Marino Cerasoli e Roberto Bandiziol

Si è concluso con tre condanne all’ergastolo il processo in Corte d’assise per l’omicidio del commerciante ittico di Terracina Vincenzo Del Prete, freddato la sera del 18 novembre 2013 a colpi di pistola davanti alla sua abitazione di Borgo Hermada. Ergastolo per Marino Cerasoli, 52enne di San Felice Circeo, ritenuto il mandante del delitto, e per Roberto Bandiziol, carrozziere 59enne di Latina Scalo, considerato uno degli esecutori della barbara esecuzione, come richiesto dal pm Gregorio Capasso. La Corte ha condannato alla stessa pena anche Cataldo Patruno, 70enne noto pregiudicato di Aprilia, detto Blindo, che secondo gli inquirenti avrebbe svolto il ruolo di intermediario tra i killer. Per lui la pubblica accusa aveva chiesto 30 anni di reclusione.

Le indagini svolte dalla Squadra Mobile di Latina, allora diretta dal vice questore aggiunto Tommaso Niglio, e dal commissariato di Terracina, alla guida del vice questore aggiunto Rita Cascella, coordinate dal sostituto Capasso, ebbero una svolta grazie ad una preziosa testimonianza di un vicino di casa di del Prete che notò e segnalò alla Polizia la presenza in zona di un’auto sospetta nei giorni antecedenti l’omicidio. Una collaborazione preziosissima che indirizzò gli inquirenti sulla strada di Aprilia. I primi quattro arresti infatti avvennero a due mesi di distanza dal delitto. In carcere Cerasoli, Bandiziol, Tommy Maida, poi condannato con rito abbreviato a 16 anni di reclusione per il ruolo di esecutore dell’omicidio, e Gianpiero Miglietta che invece si tolse la vita in carcere. Il quinto arresto, quello di Blindo, avvenne invece a luglio 2014.

In base alle conclusioni dell’inchiesta, Marino avrebbe commissionato l’uccisione del commerciante di Terracina perché pressato dalle richieste di quest’ultimo per la restituzione del capitale che gli avrebbe dovuto investire nel settore del fotovoltaico. Un affare finito male per il quale Del Prete non si dava pace.

La Corte d’assise di Latina, presieduta da Pierfrancesco De Angelis, ha emesso un verdetto durissimo. Entro 90 giorni le motivazioni della sentenza che potrà essere impugnata dalle difese, finora rappresentate dagli avvocati Bruno Barone per Cerasoli, Oreste Palmieri per Bandiziol, Maria Antonietta Cestra e Giuseppe Lauretti per Patruno.

La vittima Vincenzo Del Prete
La vittima Vincenzo Del Prete

 

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