Pontinia, nell’armadio di Medici lo scheletro della Cassa Rurale. L’interrogazione

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Una bellissima foto scattata all'indomani delle elezioni di Pontinia: Eligio Tombolillo passa il testimone a Carlo Medici

Se fosse vero, uno dei neo sindaci della provincia di Latina sarebbe incompatibile, almeno secondo i suoi avversari politici. Risolta o quasi la vicenda dell’assessore del Comune di Latina Gianfranco Buttarelli, spunta dai social questa mattina un’interrogazione consiliare che sposta l’attenzione su Pontinia. Carlo Medici, eletto sindaco del dopo Tombolillo, avrebbe – come direbbero in molti – uno scheletro nell’armadio, targato Cassa Rurale di Pontinia.

La storia è contenuta in una pagina e mezza che il consigliere di opposizione Giuseppe Mochi posta su Facebook e prende origine da una deliberazione del Consiglio comunale del piccolo centro tra le Migliare datata 2011. L’atto riguardava la cessione di un lotto di proprietà del Comune alla banca che, per le imminenti opere edilizie, avrebbe poi incaricato l’ingegnere Medici alla progettazione e direzione dei lavori. I consiglieri di opposizione, lo stesso Mochi, Alfonso Donnarumma e Simone Coco per Alleanza per Pontinia, Paolo Torelli e Daniela Lauretti per “Il Girasole”, chiedono all’attuale sindaco di chiarire se abbia o meno partecipato nel 2011, in qualità di consigliere comunale, alla deliberazione di cessione del lotto, insieme ad altri soci della Cassa Rurale, e se a quei tempi fosse presidente della commissione urbanistica.

Interrogativi legittimi, che tuttavia potrebbero essere risolti dalla stessa opposizione con una breve ricerca nell’archivio del Comune, visto che sono anche consiglieri. Invece sollevano il caso attraverso un esposto del 17 giugno scorso firmato da Giuseppe Anitori, dell’associazione Liberi e Forti, indirizzato al sindaco neoeletto, alla segreteria dell’ente e a tutti i componenti del Consiglio comunale. Tra i quesiti dell’interrogazione, l’opposizione chiede se corrisponde al vero che la segreteria comunale, rappresentata dall’avvocato Daniela Falso, abbia ricevuto l’esposto prima del Consiglio di insediamento della nuova amministrazione comunale e in caso affermativo come mai non abbia provveduto a darne comunicazione ai consiglieri. Gli interroganti chiedono, infine, di sapere se l’avvocato Falso, responsabile in Comune dell’anticorruzione, abbia segnalato l’esposto alla Prefettura fornendo anche eventuale relazione.

L’interrogazione è indirizzata, per conoscenza, anche al Prefetto di Latina. Non resta che attendere i risvolti. L’iniziativa dei consiglieri comunali di minoranza, contenuta nello scritto di una pagina e mezzo, non fornisce indicazioni sulla norma che dovrebbe collocare oggi il sindaco nella sfera dell’incompatibilità. Del resto non è compito dell’opposizione: i sottoscrittori dell’interrogazione chiedono intanto di verificare se Medici abbia partecipato al voto della deliberazione di cinque anni fa quando ricopriva la carica di consigliere comunale e probabilmente anche quella di presidente della commissione urbanistica. Una condizione che avrebbe sì posto Medici in una posizione scomoda quanto inopportuna. Allora, nel 2011. Non si capisce come mai all’epoca il caso sfuggì (almeno a nostra memoria) all’attenzione dell’opposizione. Mochi e Torelli sedevano in aula negli stessi banchi dell’attuale Consiglio comunale.

se fosse vero 1 se fosse vero 2

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