Servizi sociali, la Riforma arriva in ritardo di 16 anni. Zingaretti: da oggi una Regione più giusta

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Il presidente Nicola Zingaretti e l'assessore Rita Visini

Welfare: la Regione Lazio ha recepito la Riforma nazionale di 16 anni fa. La legge regionale, frutto di tre anni di lavoro in Consiglio, soddisfa il presidente Nicola Zingaretti e l’assessore pontino Rita Visini.

“Il Lazio era una delle pochissime Regioni italiane a non aver mai recepito la legge 328 del 2000 sui servizi sociali – commenta Zingaretti -. Ora questa legge è stata approvata dal nostro Consiglio regionale, e così da oggi il Lazio è una regione più giusta. Si tratta di una riforma storica, che rimette al centro il tema dei diritti e dell’universalità del welfare, un valore non negoziabile”.

Zingaretti con questa legge punta a riorganizzare l’intera rete dei servizi sociali regionali rendendoli più efficienti ed efficaci sotto il profilo della gestione, della programmazione e della spesa, con una maggiore attenzione ai bisogni delle persone più deboli sia dal punto di vista sociale che sanitario. “Il sistema regionale del welfare riformato – precisa il Presidente – garantirà infatti un raccordo più forte fra gli interventi sociali e quelli sanitari a livello di programmazione, organizzazione, erogazione e finanziamento. Finora si era avuto un sostanziale scollamento tra sistema sociale e sanitario, con una cattiva qualità degli interventi e un conseguente spreco di risorse. Questa riforma porterà a una pianificazione strutturata, ragionata e partecipata delle scelte di politica sociale”.

Zingaretti riferisce di aver avviato tre anni fa, nei primi cento giorni del suo governo, “un enorme percorso di ascolto e di scrittura partecipata di questa riforma, coinvolgendo tantissimi sindaci, amministratori, dirigenti e funzionari del servizio sociale territoriale, tutte le associazioni di categoria degli operatori, i sindacati, le associazioni, la cooperazione, i cittadini”. “Ne è nata una proposta affidata dalla Giunta al Consiglio – aggiunge il presidente – ed implementata in VII Commissione, dopo un grande numero di audizioni e di sedute, in un clima di collaborazione, per il quale desidero ringraziare i consiglieri regionali, e si è arrivati all’approvazione condivisa di molti importanti emendamenti migliorativi del testo di partenza. E’ grazie a questa partecipazione così ampia, sia della società civile, sia dei diversi schieramenti presenti in Consiglio, che questa è la riforma attesa e richiesta da tanti”.

“L’approvazione di questa legge è una vittoria straordinaria – dichiara Visini, assessore regionale ai servizi sociali -: dopo quasi 16 anni di attesa dal varo della riforma nazionale di settore e dopo 3 anni di lavoro in Consiglio regionale il Lazio ha finalmente una normativa moderna e avanzata sulle politiche sociali. E’ una legge che avrà un impatto fortissimo sui servizi destinati alle persone più fragili delle nostre comunità: persone con disabilità, minori e famiglie in difficoltà, anziani, immigrati, minoranze, persone vittime di violenza, senza dimora, persone con difficoltà economiche e lavorative, i nuovi poveri. È per loro che abbiamo portato avanti questo progetto di riforma, per garantire a queste persone un welfare non orientato all’assistenzialismo ma incentrato sull’inclusione sociale. Un welfare che si pone accanto a chi non ce la fa da solo fornendogli gli strumenti per riconquistare la propria autonomia e la propria dignità. Grazie alla riforma questo avverrà in un’ottica di integrazione fra tutti i servizi alla persona, dal sociale alla sanità, dall’istruzione alle politiche abitative e lavorative. Per le politiche sociali del Lazio si apre da oggi una stagione nuova: il modello di governance che ci siamo dati ci permetterà di spendere meglio i soldi dei cittadini, di avere quindi più risorse a disposizione per i servizi e di innalzare gli standard di assistenza. Per questo risultato voglio ringraziare il Consiglio regionale e soprattutto l’intero mondo del sociale del Lazio: questa legge l’abbiamo scritta insieme, Regione, Comuni, operatori socio-assistenziali, associazioni, terzo settore. Questo lavoro comune ora continuerà con la predisposizione del Piano sociale regionale, il nuovo strumento di pianificazione delle politiche sociali introdotto dalla riforma: l’impegno della Giunta è di approvarlo entro la fine dell’anno”.

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