Emergenza rifiuti nel Lazio, soluzione rinviata: se le province non decidono, ci penserà la Regione

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Il Consiglio regionale del Lazio, nella seduta di lunedì 18 luglio, si è riunito per discutere sull’emergenza rifiuti. L’assessore al ramo Mauro Buschini ha relazionato a lungo sulla spinosa materia a partire dal commissariamento del 1999 per arrivare alla situazione attuale. Dopo una raffica di contestazioni sulla versione fornita dal delegato del presidente Nicola Zingaretti, lo stesso ha affermato: “L’analisi del fabbisogno ci dice che non abbiamo bisogno di altri impianti di Tmb, non ci servono ulteriori termovalorizzatori, ci servono impianti di servizio. Abbiamo chiesto alle province di individuarli, se non risponderanno useremo tutti gli strumenti previsti dalla legge. Servirà comunque una soluzione ponte, utilizzando gli impianti attualmente in esercizio. In tre anni, con una programmazione seria possiamo uscire dalla precarietà. Bisogna uniformare il piano energetico al piano rifiuti, in questa maniera risolveremo la questione del biogas”.

Gli impianti di Tmb sono stati respinti anche dal consigliere regionale pontino Enrico Forte: “La provincia di Latina non ha bisogno di nuovi impianti di Tmb né termovalorizzatori o impianti di biogas quanto piuttosto impianti per il riuso, la trasformazione e il compostaggio”. “Il tema vero che dobbiamo affrontare – ha detto l’esponente di maggioranza dem – è quello della drastica riduzione del volume dei rifiuti, un obiettivo che deve essere al centro della politica regionale. La Regione già nel Bilancio 2013 ha impegnato importanti fondi per incentivare la raccolta differenziata. La Regione Lazio deve impegnarsi alla bonifica dei siti post mortem e al ristoro dei territori che ospitano le discariche oltre a pretendere che le società che gestiscono le discariche mettano realmente a disposizione le somme delle fidejussioni. Dunque, con il potenziamento della differenziata e il riuso le discariche andranno gradualmente a morire, come è giusto che sia, o comunque resteranno come soluzione residuale.  E’ questa – ha concluso il consigliere regionale del Pd – la politica da mettere in campo per accantonare definitivamente una gestione che risponde a vecchi e superati sistemi. Il modello è quello dell’economia circolare che mette al centro della sostenibilità del sistema il riutilizzo delle materie. Dobbiamo trarre il massimo dalle nostre risorse reimmettendole nel ciclo produttivo invece di collocarle in discarica come rifiuti. Così possiamo attivare un circuito industriale virtuoso che punti alla realizzazione degli eco-distretti”.

Il Movimento cinque stelle che sull’emergenza rifiuti aveva presentato due proposte specifiche non è rimasto certamente a guardare. Il consigliere Gaia Pernarella ha insisto sul fatto che le discariche esaurite (la Regione Lazio solo di recente ha ammesso che entrambi gli invasi di Latina, della Indeco e di Ecoambiente, sono esauriti) devono essere bonificate dalle società di gestione. “Cosa aspetta la Regione a intervenire come prevede il testo unico ambientale? Siamo in una situazione tragica”, ha detto la consigliera pentastellata attaccando anche sul caso Rida: “Rida Ambiente ha l’autorizzazione a trattare il doppio dei rifiuti prodotti in quella zona. Il rispetto delle regole non è patrimonio della nostra Regione”. A margine del Consiglio la dichiarazione del capogruppo del M5s: “Respinti i nostri due ordini del giorno – ha affermato Devid Porrello -, la maggioranza antepone gli interessi politici a quelli della cittadinanza. Il primo chiedeva un impegno della Giunta per la bonifica di Borgo Montello, visto che né i gestori né il Comune se ne stanno occupando e la legge prevede che in ultima istanza spetti alla Regione. Il secondo chiedeva l’impegno a ridefinire gli ambiti territoriali ottimali nella gestione dei rifiuti in un’ottica di maggiore coerenza verso quanto sta accadendo nella Regione Lazio, visto che rifiuti prodotti in un territorio vengono poi trattati in un altro. La maggioranza in pubblico chiede sempre la nostra collaborazione e fa finta di essere aperta alle nostre proposte e poi, nei fatti, boccia qualunque soluzione da noi avanzata.”

 

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