Aprilia, dopo le osservazioni l’incontro in Regione per fermare la discarica di La Gogna

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Un incontro in Regione tra l’assessore regionale Buschini, il consigliere provinciale Vincenzo Giovannini e l’assessore Alessandra Lombardi per un confronto diretto sul progetto della Paguro, che intende realizzare una discarica controllata a La Gogna. Ad annunciarlo nella commissione urbanistica e ambiente, convocata ieri per una prima analisi delle osservazioni del Comune volte a contrastare il rilascio della Vas da parte della Regione Lazio, il consigliere provinciale del PD, che ha ricordato il sostegno accordato dalla provincia al gruppo consiliare nella battaglia contro la discarica. “Il piano provinciale dei rifiuti- ha precisato Giovannini- non prevede un impianto simile. Le bozze delle planimetrie dovranno essere completate nella conferenza dei sindaci con l’apporto dei primi cittadini, dunque calate sul territorio”.
A illustrare in aula le osservazioni l’assessore all’ambiente Alessandra Lombardi, che ha presentato la prima bozza del lavoro da completare con l’apporto dei consiglieri e che ai primi di settembre tornerà in aula. Nel docum,ento tra gli elementi ostativi compaiono l’alto numero di impianti di trattamento, le carenze della rete viaria, difformità tra il progetto e i vincoli imposti dal Piano Territoriale Paesaggistico Regionale. “Il proponente- ha detto inoltre Alessandra Lombardi non tiene conto della variante di recupero per il nucleo abitativo di La Gogna ma solo del Piano Regolatore del 73, che non tiene conto della presenza delle abitazioni nei pressi di via Savuto. Manca inoltre lo studio sull’impatto per la salute umana”.
Un primo documento elogiato da Giovannini ma criticato dal resto dell’opposizione. A rilevare le carenze l’esponente di Primavera Apriliana Carmen Porcelli. “non vengono mai citati i siti inquinati- ha rilevato Porcelli- che lungi dal tendere una mano al privato permettono di fare chiarezza sullo stato di inquinamento del territorio e fornire una panoramica completa. Va precisato inoltre che il privato non potrà effettuare la bonifica dei siti dove 30 anni fa furono interrati rifiuti tossici e pericolosi perché la compensazione costerebbe di gran lunga di più dell’investimento necessario per realizzare la discarica. Nella stesura delle osservazioni poco rilievo viene dato al principio di precauzione, che pure è previsto in virtù di una delibera adottata dal consiglio comunale e che in virtù elle future pianificazioni tiene conto anche di aspetti economici, urbanistici e dello sviluppo del territorio. Vengono citati impianti per il trattamento dei rifiuti, impattanti e le aziende a rischio di incidente rilevante, non i progetti per la realizzazione o ampliamento di altri impianti i cui iter sono già in corso. A dare margine di iniziativa ai privati- va ricordato- è la carenza di pianificazione e programmazione da parte della politica”.

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